E la Federal Reserve corre in soccorso …….ma di chi?


Come annunciato e scritto nel mio blog di ieri ecco che la Fed, con tempismo tutto politico, corre in soccorso del sistema. In effetti acquisirà 600 miliardi di dollari di long term securities entro  Giugno 2011 ed altri 300 miliardi per rendere meno gravoso il tracollo dei mutui concessi al sistema bancario.

Quindi non eravamo molto distanti ieri nella previsione che il “quantitative easing” si dovesse aggirare sui mille miliardi di dollari. Ora sembra evidente che un tale ammontare e flusso di denaro, immesso in un’arco temporale di 6/8 mesi, farà lievitare le borse mondiali che troveranno questa mossa corrispondere pienamente alle loro aspettative.

Ma la domanda da porsi é se questa manna riuscirà a far ripartire il sistema Paese,oppure se ancora una volta andrà ad ingrossare i già pingui profitti di alcuni gruppi finanziario/bancario/assicurativi.

Forse sarebbe stato più utile e sano…… far giungere più a valle ,direttamente al contribuente americano, parte di questa manovra.Ciò in quanto senza l’introduzione di una regolamentazione seria delle transizioni /acquisizioni finanziarie si rischia di rendere ancor più difficile la ripresa.In particolare in questa manovra non si coglie un elemento strutturale immediato ,quanto mai  importante ed atteso dall’elettorato che ha punito con l’astensione e con il voto la politica del governo:   la creazione di posti di lavoro!!!!.               In un paese dove la politica keynesiana ha avuto il maggior dispiego di interventi e dove il partito democratico dovrebbe essere più coerente ,si decide di agire attraverso una politica finanziaria da scuola di Chicago, alla Friedman, una politica d’intervento a pioggia ,non selettiva,non mirata molto “repubblicana”!

Molto strano ,davvero, che  la risposta che si da al movimento  tea party, che già tanto ha criticato il supporto concesso al sistema bancario ,sia la continuazione della medesima. A meno che non si voglia ricercare un terreno d’intesa con quello stesso partito repubblicano che teme le riforme avanzate da Obama e pretende di avere uno sconto sulle reali conseguenze di queste mettendo le mani sul tesoretto.

Si nota d’altronde, attraverso le parole seguenti, il cambio di rotta definitivo;                     “the unemployment been high and inflation low , the Fed judged “that recovery has been disappointingly slow”. Così con 9 voti contro uno si é votato !

Questo cambio di rotta nel pompare denaro nel sistema per riportare la disoccupazione a livelli più accettabili é oggi l’obiettivo primario.  Costi quel che costi! Ed il costo per tutti noi ci sarà ,eccome ; il debito federale si espanderà di un ulteriore 10/12%, su livelli di esposizione già elevati,che nel medio termine possono innescare un rischio sistemico molto elevato.Tutto questo  in un Paese dove la ricchezza privata é ben al di sotto di quella italiana………

Il valore del dollaro subirà un deprezzamento indotto di un ulteriore 20%. Con il risultato che la politica di svalutazioni competitive inaugurata dalla Fed per i prossimi 6/8 mesi ed una risposta cinese che non si farà attendere ,metterà a dura prova l’Europa che si troverà in mezzo…..  .                                                                                                                                         Ed é qui che occorrerebbe agire con intelligenza  strategica, con una sola voce, per non erodere quel capitale di stabilità ,di welfare e fiducia che é stato così faticosamente raggiunto attraverso l’euro. Sembra proprio che dopo tre anni dall’inizio della crisi non si sia imparato molto e che si voglia ripartire senza far tesoro della storia recente.                     Che questa politica infine possa giovare ad Obama ai fini della sua rielezione tra un biennio é tutta da provare……!

Buona vita a tutti.

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