USA:elezioni di mid term,affluenza elettorale,etnie di riferimento….e futuro!!!!


Purtroppo, come già indicavamo nel nostro blog in precedenza, Barak Hussein Obama queste elezioni le perderà!Vedremo quale sarà lo scarto tra repubblicani e democratici…..

Ma certo l’House of Representatives passerà di mano ed il Senato resterà probabilmente ai democratici con uno scarto di 4/5 senatori.Questo in termini di puro risultato elettorale!Ma passiamo ai fattori socio-economici  che hanno determinato questi risultati  ed alle conseguenze politico-strategiche che ne conseguiranno.

Bene, un’aspetto essenziale é il fattore di affluenza alle urne!Negli Usa l’affluenza media si aggira sul 37%.La metà di quella italiana.Varie le ragioni di questa sostanziale differenza: gli wasp, acronimo per “white anglo-saxon protestant”,votano in media al 65%,gli afro-americani al 18% ,in mezzo i latino-americani con percentuali intorno al 25%.

Ciò dipende dalla centralità che ognuna di queste etnie percepisce come propria in un’America che vede la propria mobilità ascensionale ridotta al lumicino.In particolare la grande affluenza al voto delle presidenziali fu determinata dalla rottura con il modello Bush e le aspirazioni ad un nuovo patto sociale proposto da Obama che fu il vero leit motiv della campagna elettorale. L’etnia che maggiormante sembra aver abbandonato il partito democratico a favore di altri candidati dei tea party é quella ispanica.(Tea party =movimento qualunquista,radicato nel territorio che fa leva sul risentimento della classe media  per la situazione economica).

E’ comunque quanto mai strano che oggi il risentimento si scagli contro i democratici che non hanno pressoché alcuna responsabilità nella crisi economica dovuta per lo più ad  una deregulation finanziaria che ha avuto come periodo temporale ben 8 anni di governo repubblicano (due mandati  di Bush) .Due guerre : Iraq e Afghanistan, costate al contribuente americano circa 4 mila miliardi di dollari.Grazie agli aiuti governativi ,i maggiori istituti bancari americani hanno ricevuto 700 miliardi di dollari. Aiuti non concessi  ai privati.Il sistema bancario americano in rapporto a quello europeo resta ancor oggi un vero far west!Ma gli elettori hanno memoria corta e ciò che vedono é l’enorme debito,i pignoramenti delle loro case e la disoccupazione.In sintesi la fine del sogno americano ,vissuto per anni su debiti e assenza di risparmio ,cioé su puro consumismo!

E per l’americano bianco medio sia esso operaio ,o impiegato, l’incertezza assoluta circa il futuro proprio e dei suoi figli é oggi presente in ogni conversazione.Per inciso una laurea negli USA ,nella più scarsa università statale ,costa non meno di 10/12 mila dollari anno,nelle più prestigiose tra 40 e 60 mila .Quindi circa 50 mila tra tuition e board per una laurea media e tra 200 e 250 mila per le Ivy League!Aggiungete a questo che non esiste servizio sanitario nazionale, che le pensioni si aggirano mediamente sul 50/60% dell’ultimo stipendio e forse capirete perché la propensione marginale al risparmio negli USA é del 2% dell’intero reddito.E addirittura negli ultimi due anni é divenuta negativa. il 70% del reddito disponibile medio familiare é già speso al momento dell’accredito dello stipendio sul CC. Bene , o meglio, tanto peggio se  questo  é il contesto.

E ora? Queste elezioni rischiano di far deragliare le tre riforme approntate  dall”amministrazione Obama che potrebbero far decollare la società americana. Riforme di cui vi é  certamente necessità ; maggiore redistribuzione dei redditi. La forbice si é talmente allargata che oggi la classe media si é notevolmente impoverita.Le diseguaglianze interclasse e all’interno delle stesse triplicate.

Riforma sanitaria, riforma della tassazione federale, ritiro delle truppe dagli scenari di guerra e conseguente riduzione degli stanziamenti militari.

Tutte e tre queste riforme colpiscono al cuore i repubblicani ed i loro sponsors.300 milioni di dollari sono stati spesi per spots televisivi contro la riforma sanitaria dai gruppi assicurativi.La riforma della  tassazione colpirebbe i redditi oltre i 250.000 dollari dove si situa il 20% degli americani che detengono circa il 70% delle ricchezze del Paese.La regolamentazione bancaria e delle transazioni finaziarie ridurrebbe notevolmente la capcità di speculare a Wall street  da parte dei grossi gruppi finanziario-assicurativi. E’ chiaro che si vada a ricercare sul territorio il malcontento  orientandolo ed indirizzandolo contro le riforme.Negli anni ’70 si definiva il conglomerato delle industrie della difesa “complesso militare industriale”. Non é cambiato molto .Le grandi sono sempre lì ;    Loockeed,Hugh,Mc Donald Douglas ecc. ecc. E i miliardi che ricevono dal Pentagono le rendono quasi  intoccabili!!!!                                                                                                    Infatti Obama stesso sa bene che difficilmente potrà agire sul Pentagono perché protetto a spada tratta dai repubblicani che lo considerano il loro baluardo al pari dell’esercito.  Petreus ha sostiutuito il suo predecessore,ma continua ad operare sul filo del rasoio tra desiderata della Casa Bianca e gli interessi del complesso militare che sostiene il Pentagono ed il suo budget!                                                                                                                           Veniamo infine alla finanza ed alla politica estera ,oggi così intimamente legate per un dominio ed una pax americana che é ormai agli sgoccioli.                                                           La Fed nei prossimi 15 giorni immetterà sul mercato un “quantitative easing” cioé un flusso di denaro che nelle intenzioni dei governanti dovrebbe aiutare gli USA ad uscire dalla secche della crisi.Si parla di 1500 miliardi di dollari dopo i 1000 già introdotti un anno fà.Questa enorme montagna di denaro avrà due effetti a nostro modesto avviso:

a)far ripartire l’inflazione e dare ai circuiti bancari l’opportunità di ulteriori guadagni con le borse che festeggeranno la fine d’anno!Per l’economia dei cittadini l’effetto sarà minimo.Per l’occupazione un deterrente.

b)Per la politica estera ,in termini di competizione, serve a rendere le merci americane più competitive e rendere il dollaro più “economico”” .Infatti non essendo riusciti a convincere i cinesi a rivalutare il reminbi gli americani hanno rispolverato il sistema Nixon (abolizione parità oro/dollaro, ’72). Noi mettiamo in atto svalutazioni competitive così a pagare saranno gli altri.

E tra gli altri noi europei  abbiamo una notevole quota parte di debiti/crediti da esigere.Certamente non riceveremo il dovuto!Per Obama si annuncia un periodo difficile.

In fondo il problema per i repubblicani é che altri due anni di crisi non serviranno  ad allargare il consenso per loro .

Non servirà ad Obama che si troverà costretto a negoziare tutto e su tutto.                         Non credo servirà agli americani stessi che se la prendono con il potere perchè votano per coloro che il problema lo hanno creato .                                                                                     Non servirà al resto del mondo che non ha niente da guadagnare da una politica americana in stallo.

Gli unici che ne trarranno grande vantaggio sono i grandi fondi sovrani ed i fondi privati che avranno grandi mezzi per sfruttare al meglio le deregulation tra i sistemi finanziari pro domo loro attraverso speculazioni monetarie e al ribasso .                                                       Le borse mondiali che s’infiammeranno sul volume finanziario che sarà messo a disposizione dei soliti noti!

Bene, e dopo questa veloce sintesi di quello che a mio modesto avviso succederà nei prossimi mesi ,mi auguro che altro sia il responso.Difficile ,davvero difficile, purtroppo.

Mala tempora currunt!Non solo nel nostro Paese ,ma anche negli altri ,i poteri forti restano tali e le nostre democrazie sembrano sempre più deboli e resistibili all’attacco concentrico che viene portato loro attraverso media addomesticati su elettori esausti,poco informati e non più partecipi .

Buona vita a tutti.

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