Piccolo é bello? No da piccoli si sopravvive e si muore!


Come risulta dall’ultima indagine Istat ed un interessante articolo di Rosaria Amato la famosa favola raccontata in migliaia di distretti economici per una decina d’anni si rivela appunto perciò che in realtà é sempre stata,una favola!

In Italia il 94.7% delle imprese ha meno di 10 addetti. Come ho più volte sottolineato nei miei blog precedenti  con questo tipo di struttura industriale non si va da nessuna parte nell’era della globalizzazione. Il perché è presto detto.

Con queste dimensioni non si genera profitto,non si riesce ad investire,non si fa innovazione,non si riesce ad investire nella formazione delle risorse umane,  in una parola , non si riesce a crescere!In un contesto produttivo caratterizzato da micro imprese come il nostro la redditività lorda non supera il 13%!!!!!

In compenso le microimprese occupano il 47.2% degli addetti e producono il 33.3% del valore aggiunto.Mentre le grandi imprese assorbono il 18.6% degli addetti e e producono il 28.7% del valore aggiunto complessivo.

Ora é chiaro che il ruolo sociale delle piccole imprese é nel nostro Paese evidentemente  importante se non fondamentale,ma per il futuro ,o si riesce a modificare la struttura complessiva per implementare la capacità creativo/produttiva. E  convogliare in termini di marketing, verso valle, gran parte di queste microimprese attraverso una politica di gestione del cambiamento ,capace di avvicinare i mercati a queste aziende ,oppure la disoccupazione diverrà endemica.

Le aziende esportatrici in Italia hanno in media 31 addetti ,contro i 4/5 addetti delle aziende non esportatrici.Per non parlare della  redditività che aumenta al crescere della dimensione dell’impresa.Per non accennare ai livelli salariali.I lavoratori delle microimprese percepiscono in media una retribuzione procapite di 17.300 euro contro quella percepita dai lavoratori di una impresa con oltre 250 addetti che si aggira in media sui 28.700 euro!!!!Il costo orario del lavoro nelle imprese tra 1 e 9 dipendenti é di 14 euro,quello nelle imprese oltre i 250, 25 !

Ora é evidente che modificare quest’assetto é tutt’altro che facile,ma é altrettanto chiaro che questo “nanismo” che affligge la nostra struttura manifatturiera non può che condurci ad una lenta e sofferta agonia!Invece di analisi ,studi,conferenze, simposium che di fatto hanno prodotto una piramide manifatturiera a tutto vantaggio della grandi imprese,invece di rendere queste microimprese sempre più legate al credito bancario ,invece di fare investimenti a pioggia, e quindi non selettivi, verso forme di consorzi distrettuali capaci solo di generare dispersione di risorse pubbliche………….

Meglio avremmo fatto se ,con adeguate e intelligenti politiche di merging ,avessimo convinto in ogni settore le aziende di riferimento della filiera a praticare una sorta di unione per affrontare con maggiore flessibilità le sfide insite nella crescita e nell’espansione.

Il passaggio dimensionale non é oggi cosa semplice ,che possa essere facilmente operata da piccoli artigiani orientati al prodotto e alla produzione.Ma unire nello sforzo più realtà artigianali, invece che espellere lavoratori dipendenti per farli divenire imprenditori di se stessi e praticamente del nulla ,salvo conferir loro una quota parte minima di produzione, non é certo lungimirante.

Ed ecco che allora la Confindustria tra i maggiori responsabili di questo stato di cose dovrebbe fare il mea culpa, se poi non si riesce ad essere competitivi, perchè una volta uccisa la vacca non si può certo rimpiangerne il latte!E la politica invece di cercare di difendere il vero interesse nazionale, ha fornito supporto a questa politica di corto respiro assumendone le responsabilità.

 Si tratta ora di decidere il Che fare?

Se si dicesse  una buona volta per tutte a questo popolo  la verità? Cioé che qualsiasi riforma necessita di denaro, di fondi….E “hic et nunc” di denaro non ce n’é! Allora se la smettessimo di raccontare frottole elettorali……..Ma quali riforme? Siamo seri……..

Buona vita a tutti.

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.