Informazione,contenuti e scelte……..


E’ quanto mai strano che in questo paese le redazioni dei giornali  pongano troppo spesso i veri dati e le tematiche di fondo con  forte rilevanza per i cittadini in terza, o nona pagina dei loro quotidiani. Si può comprendere che gli articoli di fondo e di spalla corrispondano al target “cultural” politico dei propri lettori.Ma da questa scelta editoriale a praticamente far sparire dati che fanno rabbrividire e rendono chiara la situazione economico-sociale che stiamo attraversando ce ne corre……

Ebbene si, mi riferisco all’ultima classifica redatta da Eurostat. Quindi dati né discutibili dal punto di vista formale,né suscettibili di interpretazioni alternative.

In base  a questa classifica, redatta su base certa, ben 6 regioni italiane, su 12 menzionate, sono in cima a questa lista europea in relazione alla disoccupazione giovanile ,intesa per le calssi di età tra i 15 e 24 anni!La Sardegna con un tasso del 44.7% é al sesto posto tra le regioni europee con i dati peggiori e prima tra quelle italiane.

Seguono la Sicilia con 38.5% al 10 ° posto,la Basilicata al 11° posto con il 38.3%, Campania 12° posto con il 38.1%. All’opposto le provincie autonome di Trento e Bolzano risultano al 3° posto per minor tasso di disoccupazione.

Ora c’é da chiedersi  come mai di fronte a questi dati ,che da soli danno la rappresentazione precisa dello sfacelo sociale a cui siamo giunti, si possa decidere di relegarli a notizia di secondo piano. Considerando per giunta  che questo governo ha deciso ,come scritto in precedenza ,di ridurre l’obbligo scolastico da 16 attuali a 15 anni con decreto legislativo che dovrebbe essere pubblicato sulla G.U. la settiman prossima.

Ma é mai possibile che una tale notizia così come pure la disoccupazione tout court ,o se preferite, il tema lavoro in questo paese non esista per i media.E’mai possibile che una quota consinstente, se non maggioritaria, dei giovani italiani sia oggi costretta a non vedere alcun futuro?Si tratta di oltre 450.000 giovani se prendiamo in considerazione solo la fascia d’età in esame .E’ addirittura difficile quantificare il dato per la fascia d’età che comprenda i giovani fino al 32 ° anno di età.Una stima ,non troppo distante dalla realtà , fissa intorno al milione il deficit di lavoro per i giovani in Italia.

Ora se si considera che il costo per lo Stato per ogni giovane che ragginge e termina la scuola media superiore é di 100.000 euro c’é da domandarsi come si possa sprecare tali risorse umane e quindi economiche in totale non curanza e disinformazione.Purtroppo l’Italia ,unico paese in Europa, si trova nella triste condizione di avere al 2009 un tasso di abbandono scolastico al termine della licenza media inferiore di oltre il 36%% . Si ,avete ben letto.Oltre 1/3 dei giovani italiani va a ingrossare le fila dell’ignoranza.O,se preferite ripercorre le non scelte dei loro genitori e nonni .Il 63.4% dei cittadini italiani non supera la licenza media inferiore. 

Incredibile,ma vero alla faccia  del “sentiment” comune, al solito tronfio di conoscenze errate, l’abbandono più alto é in queste regioni:  Lombardia,Veneto,Emilia Romagna.Nessuna differenza tre le valli bergamasche ed i nebrodi. Tutti uguali,tutti ignoranti.

 

Se solo i media volessero essere partecipi e farsi carico di un problema che riguarda direttamente il futuro di questo paese ,invece che degli ultimi anni di vita del presidente del consiglio e delle sue decine di cause aperte , sarebbe molto più utile e serio .

Chiarire ai giovani che se vogliono essere, devono impegnarsi per saperne di più. SE NON SA NON SEI!Che in un mondo globalizzato non si compete con i cinesi abbassando i nostri salari al loro livello,ma investendo in risorse umane ,ricerca e tecnologia.

Se il fututo dell’Italia é affidato  a questa classe politico-imprenditoriale,allora é bene che quei giovani prendano già da domani la strada dell’estero.Come ebbe ad affermare sei mesi orsono il rettore della LUISS, università privata e “ricca” ,circa il futuro all’estero del proprio figlio,credo che per i laureati la risposta é insita nel modo in cui l’Università italiana é trattata dal potere politico.

All’epoca se ne discusse gridando allo scandalo,ma alla fine il vero risultato é che circa il 20% dei laureati,quelli provenienti dalla famiglie più abbienti ha gia intrapreso questa via. In questo modo la zavorra degli imbecilli peserà sempre  più sulle sorti nazionali e ed il loro peso specifico sarà soffocante.Il corto circuito:familismo,provincialismo,nepotismo sarà la tomba per la speranza !Un paese di privilegi per pochi!

Buona  vita a tutti.

Buona vita

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