Tea party,populismo e disinformazione ;lezioni per il futuro italiano


Il movimento dei tea party ,escamotage della destra repubblicana per guadagnare voti sul territorio,sembra aver ottenuto un notevole vantaggio sui democratici nella lotta per il rinnovo della House of Representatives (Camera dei Deputati). 

Certo il compito di Obama era particolarmente arduo,ma ciò che più conta é osservare i dati storici dei  12 mesi precedenti le elezioni per quanto concerne l’andamento dell’economia americana.E si ,la disoccupazione resta alta ,ufficialmente il 9.6% ,probabilmente intorno al 13%!I partito democratico al governo sarà certamente punito.L’elettorato americano é arrabbiato e ritiene che solo le banche siano riuscite a cavarsela con i soldi dei contribuenti.In un paese dove il liberismo pure é un dogma,dove lo Stato centrale é visto come un usurpatore, si possono già prevederne i risultati.

Obama ,secondo questa analisi ,ha accettato troppi compromessi e di fatto non é riuscito ad imporsi pienamente .Ed i risultati parziali raggiunti quali ;la nuova legge per l’assistenza malattia è stata parzialmete svuotata di valore in rapporto al disegno originario.

Il ritiro dall’Irak che é costato oltre 1 bilione di dollari negli ultimi 3 anni, più oltre mille soldati uccisi,non é ancora chiaro quando avverrà. E la fine dell’incubo della sconfitta,la seconda dopo il Vietnam, più il denaro perso, hanno minato la fiducia di molti elettori. Inoltre il Pentagono, bunker dei repubblicani e delle multinazionali fornitrici degli armamenti  é praticamente intoccabile ……….un vero perimetro di guerra per i democratici.

Petreus non é stata la vittoria per Obama,bensì un compromesso al ribasso.

M ecco il bello, quegli stessi americani che vogliono punire Obama per aver ecceduto nell’aiutare le banche,per non aver riportato ” i ragazzi a casa” non hanno ben chiaro che stanno premiando quegli stessi che per anni hanno privilegiato la parte più avvantaggiata e ricca della popolazione. Ecco i dati che lo provano ampiamente e che fanno assomigliare quel paese al nostro, non solo in termini di trend,ma anche per scomposizione statistica della ricchezza e dell’ignoranza.

La diseguaglianza economica non é mai stata così elevata in USA dal 1917,superando anche i dati post 1929!Nel 2007 il 10% più ricco degli amaricani ha guadagnato il 49.7% del reddito complessivo del paese!    E il 20% con il più alto reddito possedeva l’84% delle ricchezze del paese.Negli anni ’80 ,quelli di Reagan per intenderci, il reddito medio del maschio bianco senza laurea é sceso del  16% .Il trend di impoverimento della classe media americana procede a ritmi elevati.

Eppure la strategia marketing elettorale dei repubblicani é quella di fare una battaglia tutta incentrata “contro i poteri forti”,una strategia che noi conosciamo bene.Praticata da tutte le formazioni intitolate alla libertà da 15 anni a questa parte. Una sacrosanta battaglia “degli uomini piccoli e dimenticati” contro i grandi poteri e centri  finanziari ! Senza peraltro nominarli perché allora sarebbe un grosso problema identitario per molti di quei candidati.

Ed ecco entrare in scena il ruolo dei media. Uno studio recente dimostra come gli americani siano poco, se non del tutto malinformati sul livello di diseguagluanza economica raggiunto dagli USA. Certo in parallelo  gli italiani non sono certo messi meglio!   Alla domanda quale percentuale della ricchezza nazionale era posseduta dal 20% della popolazione la risposta é stata 59% !Il dato ufficiale  é 84%   !!!!!!

Eppure alcune misure prese da Obama sono indicate come socialiste ,improntate alla logica comunista. Il minimo comun denominatore é l’individualismo spinto di quel popolo che nella comunità ,o solidarietà sociale intravede i germi del collettivismo.

Sia per le diseguaglianze, che per il grado d’informazione e percezione dei suoi cittadini l’OCSE pone l’Italia e gli USA al livello più basso tra i paesi che vi aderiscono.

Ora é evidente che quanto maggiore é la forbice tra la percezione della realtà e la realtà stessa, altrettanto fuorviante sarà la risposta dell’elettorato in situazioni economiche negative.

Resta però un notevole problema d’identificazione dei temi di fondo e del coinvolgimento sudi essi . Di convogliare un ‘adeguta informazione mediatica sui veri obiettivi.Parlare d’altro,rimuovere dai media i temi più sentiti ;disoccupazione ,lavoro,pensioni,sanità ecc. riesce  a ridurre al minimo gli effetti colaterali.Riuscire ad anestetizzare l’informazione produce di fatto consenso  per coloro che propongono semplice acquiescenza nei confronti dello status quo, affermando che non vi sono alternative reali!

Buona vita a tutti.

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