SANTORO E LA PARABOLA SUI BICCHIERI


E’ stato interessante ed educativo ascoltare l’apertura del programma di ieri sera.

Per inciso si può rivederla integralmente su Youtube.Nell’intento di giustificare in termini puramente economici la bontà del suo programma agli occhi ed alle menti dei detrattori il buon Santoro ha voluto usare l’artificio industriale del produttore di bicchieri che come dimostrava, hanno buon design,un prezzo congruo e profitti notevoli .Tutto questo per giustificare al proto industriale le ragioni per continuare a fabbricarne ,o nel caso più specifico per continuare il programma.

Si certo la parabola era azzeccata,ma forse il nostro Santoro ha dimenticato il contesto di mercato nel quale ,questo non tanto ipotetico produttore, si trova ad operare.

In primo luogo un mercato interno oligopolistico dove in realtà operano tre gruppi. Il gruppo di riferimento per cui opera é gestito da funzionari (managers é troppo…) che di marketing non ne capiscono!Perché in fondo applicano la logica dei “rentiers” :noi rappresentiamo la TV pubblica quindi siamo “i Meio” ,occupiamo e godiamo di uno share immodificabile e i nostri utenti sono talmente assuefatti al prodotto che non osano modificare il loro comportamento e le loro preferenze!

Come a dire ,chiunque produca questi bicchieri il risultato non cambia. Dei mutamenti di genere,dei desiderata degli ascoltatori, dei concorrenti privati e stranieri, dei palinsesti altrui ce ne sbattiamo altamente e continuiamo imperterriti nella nostra strategia   padronale nazional popolare.

Ed allora forse occorre rinfrescare qualche buona regola di mercato!Le relative quote di quest’ultimo non sono eterne e mutano al mutare degli eventi.Anche in un mercato oligopolistico l’introduzione di nuovi partecipanti ,SKY ,TG 7 di Mentana che al povero sherpa Minzolini ha portato via il 5% di share nel prime time,   crea frizioni non gestibili. L’ammontare della pubblicità generata dai programmi determina essa stessa una misura di riferimento più importante dei valori auditel che oggi sono desueti e non misurati specificatamente al prodotto media.

E veniamo alla qualità! La qualità dovrebbe essere determinata esclusivamente dalla percezione e dal gradimento del pubblico utente.Ma tutti noi sappiamo come certi temi, personaggi,realtà non possano apparire per quel che sono ,o rappresentano. Ma solo interpretati ……

Se poi a ciò aggiungiamo che la nomina dei direttori generali ,di rete e di struttura é nomina politica si comprende allora che la parabola in un simile contesto non possa funzionare. A questi cialtroni ,nella grande maggioranza, di media, di marketing e di audience non importa molto in realtà…!Ciò che perseguono é l’omogenizzazione del prodotto, non la diversità,la novità capace di suscitare interesse,ma la semplice standardizzazione che inevitabilmente conduce verso il basso qualsiasi produzione,qualsiasi prodotto.

La percezione valoriale di un programma non é allineata né al suo costo, né ai singoli contenuti,ma ad un insieme di fattori di cui  e da cui l’elemento umano é imprescindibile. In modo particolare in programmi di prima serata e di approfondimento conta il buon Santoro.

Ma ecco qui il punto, se quei signori han deciso che il tal programma non merita, non é di gradimento ed é confezionato male perché non risponde alle logiche di potere vigente, lor signori del mercato se ne fottono.

Se questi signori pensano che tanto i loro bicchieri saranno comprati, comunque, e non devono  rispondere a regole mercatistiche perché la loro nomina ed il loro futuro non dipende certo dalla qualità della loro gestione,allora i Santoro sono inutili e ampiamente sostituibili con personaggi meno conflittuali e più proni!

Così come i nostri industriali oggi non desiderano e amano più il rischio imprenditoriale e richiedono aiuti governativi .Invece di strutturarsi ,investire nell’unica risorsa davvero essenziale ,le risorse umane, di procedere ad investimenti strategicamente fondati su logiche di acquisto di quote di mercato interne, questi nostri imprenditori vivono in un acquario.

Sono forti dentro ,ma restano nani fuori. Quanto a lungo può sopravvivere un Paese che in un mondo in via di globalizzazione si trincera nei suoi confini fisici e mentali.

Buona vita a tutti.

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