TUNISIA – LIBIA : LA CRESCENTE INFLUENZA DEI SALAFITI E DELLE MILIZIE


Français : Salle de prière de la grande mosqué...

Français : Salle de prière de la grande mosquée de Kairouan, Tunisie (Photo credit: Wikipedia)

Part of the courtyard of the Great Mosque of K...

Part of the courtyard of the Great Mosque of Kairouan, with the main prayer hall. (Photo credit: Wikipedia)

Non é certo un caso che  in Tunisia si assista ad una continua “escalation” di disordini e manifestazioni non autorizzate contro il governo, a maggioranza islamico, da parte di milizie , così  possiamo definirle, o più semplicemente di bande di giovani ben organizzate che dispiegano il loro potere da una parte all’altra del paese.

Nel contempo in Libia, sotto la pressione  delle milizie armate, il Parlamento ha votato il 5 Maggio un testo che esclude dalla vita politica  tutti coloro che dal 1969 al 2011 hanno  avuto incarichi durante il periodo di Gheddafi.        Per la Libia questa legge azzera di fatto l’unico ceto di dirigenti politici degni di questo nome. Ovvero, non restano che poche decine d’individui con capacità manageriali ,professionali, politiche . Fatta eccezione , guarda caso , degli islamisti.  Il testo legislativo approvato da 164 contro 4 pone di fatto lo stesso Presidente della CNG, Mohamed El Megryef,  fuori dal consesso in quanto ex ambasciatore in India e fondatore del Fronte nazionale di salvezza della Libia (FNSL)  fuori dai giochi politici.  Stessa sorte per l’ex premier Mohamed Jibril , oltre a 4 ministri dell’attuale governo .

Un’intero ceto dirigente, ministri,  ambasciatori, ufficiali, giornalisti, dirigenti ministeriali sono stati messi fuori privilegiando gli islamisti che, per ragioni diverse, sono  rimasti durante il periodo di Gheddafi nella penombra.  I Fratelli Musulmani, l’organizzazione che oggi governa il vicino Egitto ed ha mire espansionistiche sull’intero Nord-Africa non é certo estraneo a questa nuova escalation.

Nella vicina Tunisia si assiste sempre più ad un logoramento ai fianchi dell’attuale governo islamico moderato, di cui il partito di maggioranza,     En-nhada,  é la principale formazione.   Inizialmente favorevole e supporter delle formazioni giovanili salafite , oggi il governo si trova a doversi difendere dalle sue fasce più estreme.  Ragione degli scontri  , come anche riportato dai media,  il congresso dei salafiti che si doveva tenere a Kairouan nel centro-ovest del paese e sede della maggior moschea del paese, situata a circa 150 km dalla capitale .          Il governo ha proibito la manifestazione  del movimento jhadista  e la risposta di quest’ultimo non si é fatta attendere.  

Non avendo potuto agire  a Kairouan, dove il Ministero dell’Interno aveva inviato 4500 poliziotti in tenuta anti sommossa, ben equipaggiati,  il gruppo vicino alle posizioni qadaiste  ,Ansar al-Charia, ha raggruppato i suoi adepti  alla Cité Ettadhamen , un riconosciuto bastione di gruppi salafiti  a circa 15 km da Tunisi.   Ennhada,  il partito al governo, aveva giudicato  la tenuta del  congresso  dei salafiti a Kairouan una seria minaccia per la sicurezza.  

Si é ritrovato in una situazione ben peggiore. Organizzatore  del gruppo salafita tunisino é Abou Iyadh, un veterano di Al-Qaida, liberato dalle prigioni afghane , considerato anche l’organizzatore dell’attacco  all’ambasciata USA in Settembre 2012.  

Così, mentre la calma regnava a Kairouan,  sotto il controllo delle truppe inviate e la grande piazza della moschea era quasi deserta,   alla periferia di Tunisi si svolgeva una guerriglia  dove ci scappava il morto e numerosi feriti. Ieri sera il porta parola del movimento salafita Seifeddine  Rais veniva arrestato .  Poco dopo ,Al-Qaida Maghreb Islamique,  (AQMI) esprimeva il suo sostegno  al movimento Ansar al -Charia  richiedendo ai suoi militanti di “avere pazienza e  mostrare saggezza” .

Di non laasciarsi provocare da un “regime ormai alla frutta”  che potrebbe ridurre il consenso popolare verso il movimento stesso.  Certo è che il paese dal 2011 vive di fatto in stato di d’urgenza permanente, l’economia é in ginocchio, le entrate turistiche ormai ridotte al lumicino e la disoccupazione giovanile è alle stelle.Si sono sviluppati conflitti sociali inimmaginabili ,dovuti  alla miseria nella quale buona parte del paese  oggi si trova.                                                                    Veniamo adesso al quadro più generale dal quale si possono meglio individuare le situazioni contingenti in cui versano i due paesi.                         In primo luogo il dissolvimento rapido della dittatura presidenziale di Ben Alì in Tunisia ha fortemente favorito il partito islamista che, ben organizzato territorialmente , grazie al fattore religioso, ha potuto godere del vuoto enorme lasciato dalla caduta del regime instaurato dal partito del presidente,l’ RCS .

Molto più strutturato del movimento operaio e sindacale che vivevano una condizione di opposizione subalterna . In Libia , il dissolvimento del regime di Gheddafi decretato dall’esterno per motivi più economici , che socio-politici,  ha gettato il paese nel caos.                                                                                  La Francia ha creduto di poter trarne benefici molto superiori  a quelli di fatto sino ad oggi ricevuti.

L’assenza di un’organizzazione  amministrativa, politica, gestionale , di un’esercito,  ha di fatto diviso il paese ,prima tra Cirenaica e Tripolitania secondo la vecchia divisione storico culturale, poi addirittura ritornando alla politica del territorio,  gestita dalle tribalità locali nelle quali si divide da sempre il paese che di fatto controlla il paese.  

A tutto ciò aggiungiamo che oggi ogni cittadino libico é armato abbondandemente e non ha alcuna intenzione di rendere le armi.                   Non esistendo un reale potere, un esercito capace di gestire la transizione, la sicurezza nel paese é nulla.L’economia non decolla, nonostante i circa 400 milioni di dollari che entrano nelle casse dello stato libico ogni giorno grazie alle royalties pagate dalle compagnie petrolifere ed oltre mezzo milione di libici risiedano sulla costa tunisina negli hotel e residences una volta occupati dai turisti europei.  

Ma qui torniamo nuovamente allo scacchiere strategico.   La guerra in Mali e l’intervento militare francese,   hanno determinato una radicalizzazione della  lotta al terrorismo.   Quest’ultimo in Nord-Africa conta oggi su una massa di giovani disincantati e tenuti ai margini delle rispettive società  da una disoccupazione endemica.  Su questo hanno contato i movimenti ed i partiti islamici , come i Fratelli Musulmani in Egitto , che oggi, al pari dei governi tunisino e libico , devono difendersi dalle frange che li hanno portati al potere.   Su parte di questi conta  Al-Qaeda  per condurre una lotta senza quartiere in Nord -Africa.      

La guerra in Libia ha d’altro canto generato la presenza di una enorme quantità di armi leggere e pesanti che oggi si trasferice dal Sud verso il Nord del paese.   Da qui in Tunisia. E dove vanno le armi , vanno gli uomini.                      Infiltrazioni di bande armate, ben addestrate,  risalgono dal Mali verso la Libia per sfuggire all’intervento francese e riposizionarsi nelle aree  sud-ovest della Libia e nel sud est della Tunisia.

Questo é il pericolo che oggi incombe sul  Nord-Africa ed al quale occorrerebbe  dare una risposta efficace da parte di quei governi .               Invece  per codardia, o interesse presunto, si cerca di trovare un compromesso  . Non credo che  si potrà continuare a lungo con questa politica dei due vasi.

Tenere cioé  in piedi una politica islamista inconcludente ed imbelle, incapace d’incidere sulla realtà economica e produttiva dei rispettivi  paesi e, nel contempo,  pensare di mantenere il potere grazie all’appoggio e supporto di forze che sono profondamente contrarie al concetto stesso di Stato di diritto.   Questa é la vera partita che si gioca davanti ai nostri occhi di europei che, invece, volutamente sembriamo ignorare le ricadute che possono derivarne  a breve medio dall’uno , o l’altro dei possibili scenari.  

Un’esempio della nostra incredibile ignoranza .  Un Mediterraneo del sud in mano a governi sotto il ricatto islamista, o peggio qadaista,  è il peggiore degli incubi ai quali possiamo legarci.                                                                    Sembra però che le crisi politiche vere , o presunte, che i sussulti economico- produttivi  dell’UE,  abbiano la meglio sulle testate giornalistiche.                       Ma forse si dimentica che oltre  il 60% degli idrocarburi che tengono in piedi l’UE provengono da questa parte del mondo che stà sotto i nostri piedi ed é a noi così vicina……….per non parlare del resto…….

Buona vita tutti

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STREAMING


Italy: Send in the Clowns, after Andre Derain

Italy: Send in the Clowns, after Andre Derain (Photo credit: Mike Licht, NotionsCapital.com)

 

Italiano: Parallelepipedo al quale 2 dimension...

Italiano: Parallelepipedo al quale 2 dimensioni sono formate da 3 cubetti e solo una da 5 (Photo credit: Wikipedia)

 

Flusso di dati continuo. Questo è il significato del termine. Oggi , solo per caso , non ero intenzionato, dopo l’overdose di vicende politiche che si sono inanellate negli ultimi 50 giorni, mi è capitato di guardare l’incontro tra Letta e la delegazione 5 Stelle.

 

Chi segue il blog conosce il mio giudizio sul movimento. Ma non è di questo che intendo discutere.  Perché sono comunque dell’opinione che ciascuno possa esprimere le proprie convinzioni ed idee e che solo nel contraddittorio, nel dialogo, nel confronto si possano avanzare ed affinare i rispettivi punti di vista. Il primo incontro in streaming al quale ho assistito è stato quello tra Bersani e M5S, tanto criticato ed aspramente biasimato da vari esponenti politici per l’inadeguatezza , a parer loro, di Bersani.  

 

Non è il mio avviso, in quanto parto dal presupposto che per conoscere le tesi dell’avversario devi incontrarlo e confrontarti sui temi. Lo streaming evidentemente poco si addice a discussioni tra forze politiche, poiché impedisce alle parti di parlarsi in modo franco,  evitando i tatticismi tipici di un’interlocuzione che si svolge in diretta, vista da migliaia di elettori.  

 

Ma poiché la richiesta di questa “finta trasparenza”, così come “la finta democrazia”  attiene più al timore del demiurgo- guitto Grillo di perdere il controllo sulle sue truppe cammellate,   che ad un’ esigenza vera e propria di apertura ai cittadini elettori. Ma poiché stata fatta , si é ritenuto  doveroso accettarla. Tutti sappiamo cosa è avvenuto in seguito……   

 

Questo primo scoop sembrò, anche grazie a media compiacenti e desiderosi di focalizzarsi sulla novità costituita dal M5S,  incrementarne sinergicamente  la posizione ed il ruolo.   Decisamente l’incontro di oggi ha messo a nudo in tutta la loro evidenza le debolezze intrinseche dell’impianto stesso della comunicazione.  

 

Ovvero come ogni buon “markettaro” sa  ( s’intende, in senso ironico, un professionista che sappia di analisi statistica, scienze comportamentali, economia applicata ecc. ecc. , non il guru Casaleggio) , la comunicazione sia essa commerciale , o informativa, deve poggiare sul presupposto  che si basi su una strategia ben determinata .  Ad essa  devono potersi affiancare e prestare il loro contributo persone in grado d’ implementarla con linguaggi, concetti  e comportamenti idonei a renderla credibile e praticabile.

 

Si comprende meglio   il perché dei famosi silenzi, le necessità delle badanti blogger, il timore di lasciare gli “eletti” del M5S esprimersi senza filtri, senza remore.  Si decifra  questo richiamo continuo al Web che di democratico non ha niente  in quanto tale , poiché è l’uso che se ne fa che può , o meno,  essere definito democratico.       Ancora una volta il divide nell’uso del Web è rappresentato dalla cultura, dall’istruzione.

 

Nell’incontro di questa delegazione di M5S con Letta si é percepito immediatamente , non solo la distanza abissale in termini di conoscenza in materia, ma soprattutto l’ evidente inadeguatezza dei due rappresentanti  M5S a formulare in termini sia politici,  che concettuali un discorso.                 Lo streaming, tanto amato da Grillo, si rivela dunque essere un boomerang eccezionale per le loro stesse battaglie.  

 

Intendiamoci , non sono un supporter di Letta, e quindi non difendo in alcun modo né lui , nè quella parte di PD che attualmente lo appoggia in quanto formalmente sostituto del segretario.   Ma vedete il povero Crimi , con la sua aria dimessa da Sancho Panza , senza Don Chisciotte,  ha avuto anche l’ardore, durante la seconda parte del suo intervento, di affermare che a suo avviso  nel parlamento odierno devono essere presenti le migliori menti del paese.  Ho trovato la sua un’offesa plateale pensando alle migliaia d’italiani che conosco che potrebbero molto meglio di lui rappresentare i  cittadini. Se il loro auto-definirsi cittadini vuole essere un riferimento storico alla Rivoluzione francese, questi sono “impiegatuzzi del catasto” ,non certo rivoluzionari,  e meritano le ire dei giacobini.

 

Per non parlare dell’altra querula rappresentante  , la Lombardi , che nell’incontro con Letta che verteva sulla possibilità di formare un governo chiedeva ripetutamente perché Rodotà non era stato votato dal PD.        Povero Letta. Quale pazienza ha mostrato. Una tolleranza di cui gli devo rendere merito.  Semplice la risposta.  Ma voi credete , per il solo fatto di scegliervi  i candidati via web, con soli 43 mila (sic) voti, che  potete costringere noi, partito delle primarie, che mette insieme 4 milioni di persone e le fa andare a votare , a preferire  il vostro candidato.

 

Voi credete di stare in Parlamento, rifiutando ogni dialogo , o collaborazione, di ottenere un benché minimo risultato? Era del tutto evidente che l’incontro si sarebbe risolto in un nulla di fatto.                             Ciò che ha messo in luce è l’assoluta incompetenza ed incapacità  di fondo di questi personaggi,  che non hanno la minima idea di cosa sia la politica , né di come si faccia politica.  E qui torniamo allo streaming . Al mezzo.  Risulta evidente ,anche al meno smaliziato,  che gli accordi politici non si fanno in diretta TV.

 

E’ altrettanto chiaro che questa richiesta non assolve il compito di trasparenza , ma quello di mascherare una reale enorme debolezza concettuale e pratica del M5S . Si va all’incontro non per comprendere , dialogare, o confrontarsi, ma semplicemente per reiterare come in un teatrino dell’assurdo  le solite frasi, trite e ritrite  perché dietro , amici miei,  c’é il NIENTE.    

 

Non solo il niente quanto a consapevolezza e conoscenze delle tematiche affrontate, ma il niente nel senso che quei personaggi sono  burattini.          Non sono i rappresentanti del popolo che li ha votati. No,  sono solo i rappresentanti scelti sul Web dai due demiurghi e votati dalla  protesta popolare,  senza neanche la minima conoscenza di chi fossero.  

 

Da tutto questo deriva un’impasse totale che a mio avviso sarà il filo conduttore di questa legislatura . Per le peculiarità espresse non credo possa durare molto. Un’ anno al massimo. Ma le visioni diametralmente opposte quanto al futuro, a cominciare dalla redistribuzione dei redditi, manovre economiche, priorità circa disoccupazione e rilancio , nonché rapporto deficit/PIL al quale siamo impiccati,  non mi fanno presagire niente di buono.  Mancano 7 miliardi solo per far fronte alla copertura dell’eventuale sbilanciamento.

 

Il denaro per la cassa integrazione in deroga e gli esodati.  Le misure richieste da più parti , riduzione IMU,  salario di cittadinanza ed altre richieste sono francamente assurde in questo momento . E le forze politiche lo sanno. Non hanno il coraggio di dirlo. Qualunque sia il governo possibile il rischio di ulteriori manovre nei 6 mesi a venire é quasi certo.

 

Infine, per fare riforme serie, da che mondo é mondo ,a destra , come a sinistra occorrono fondi.  E i fondi non ci sono. O meglio non ci sono se non si procede ad una patrimoniale seria, ad una cessione di alcuni cespiti dello Stato, si ricerca in Europa una deroga al patto scellerato firmato da Berlusconi , sulla stabilità .  Ma la debolezza di questo governo , sempre che nasca, è tale che sarà estremamente difficile ottenere dei salvacondotto.

 

Ci sono circa mille miliardi che stanno arrivando a pioggia su tutta l’Europa, dal Giappone e da numerosi fondi americani per sollevare il continente dalla crisi in cui una politica di austerità eccessiva lo ha ridotto.  

 

Ma già sembra siano più Spagna e Portogallo ad approfittarne. E’ vero c’è necessità di un governo. Ma di un governo che risolva i problemi  , non che li gestisca.

 

Buona vita a tutti.

 

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LA MENTE E’ COME UN PARACADUTE,FUNZIONA SOLO SE SI APRE


Albert Einstein during a lecture in Vienna in 1921

Albert Einstein during a lecture in Vienna in 1921 (Photo credit: Wikipedia)

Questa é una semplice, ma eccellente citazione di Albert Einstein.

E’ proprio nella sua semplicità che risiede la verità che contiene.  Ho come l’impressione che i media  nel loro complesso contribuiscano a rinchiudere la realtà in un microcosmo. Che attraverso quella minoranza d’italiani che utilizza continuativamente e manifesta i propri pensieri sui social networks , non più del 20% della popolazione,  si voglia costruire, come in un sondaggio il modello interpretativo.

La realtà di questo paese é ben più complessa e sotterranea.                                 Ma ciò che appare ad una lettura non approfondita del fenomeno , nell’immediatezza del linguaggio,  é l’incomprensione, il rifiuto.                 Ammetto di aver contribuito io stesso in questi ultimi giorni al brusio, a questa cacofonia. Mi pento amaramente di essermi lasciato travolgere. Faccio ammenda. Il punto dal quale partire credo sia la qualità delle persone, la percezione che si ha di esse , il ruolo che i media svolgono nel renderle credibili, accettabili, positive .

Ieri rispondendo ad una affermazione positiva del Prof. Sermonti circa l’Italia , rispondevo con molti dubbi circa il futuro che ci attende.           Intendo con ciò il dubbio circa la capacità degli italiani , di costruirsi , di essere partecipanti attivi del loro destino e non passivi.                                        Per questo ho citato Einstein , in quanto per avere comprensione della complessità, occorre possedere gli strumenti di lettura e d’interpretazione.  Ora  a me pare che il più giovane Parlamento d’Europa, così come descritto  dalla stampa nazionale, con il solito provincialismo d’accatto e tronfia sicumera,  sia culturalmente non al livello di quello continentale.                Lasciando perdere la comparazione, anch’essa ridicola, tra l’indice culturale medio di questa e della legislatura precedente , il confronto é patetico.

Continuiamo a parlarci addosso, ci auto-convinciamo  di poter essere gli unici  decisori dei nostri destini , quando invece viviamo in un contesto europeo dal quale non si può prescindere ed al quale, al di là di quanto affermano due buffoni a fasi alterne, siamo intimamente legati.  

Lascia perplessi , almeno a coloro che hanno  vissuto, studiato, lavorato all’estero, come la selezione della nostra classe politica sia tanto deficitaria.  Lasciamo stare la Francia con la sua ENA, eccellente esempio di struttura di apprendistato del funzionamento dell’amministrazione pubblica.                         Ma anche gli USA dove gran parte dell’establishment  federale proviene  dall’IVY League. Per non parlare della Germania dove buona parte dei giuristi ed amministratori a livello federale ha prima , o poi passato qualche “mese” ad Heidelberg. Infine la Gran Bretagna dove tra Oxford e Cambridge passa gran parte del ceto politico inglese, oltre ad Eaton dove sono formati i conservatori britannici ,tempio del classismo e del tradizionalismo .

E noi? Noi facciamo pena! A parte qualche personalità, (cito un es. a caso G.Sartori, inviso  a tutti i politici nostrani)  il sistema politico italiano é la copia esatta del familismo che vige nella società civile.  Noi operiamo attraverso una selezione inversa, espelliamo i migliori e promuoviamo i leccaculo! Questo non solo é vero nei partiti, tutti, ma anche nel settore pubblico, e forse ancor più in quello privato.

Sì perché  sono  3000 , solo tremila, le società italiane con oltre 200 dipendenti, all’80% familiari, i cui dirigenti capaci di autonomia ed intelligenza, lentamente vengono eliminati per non far ombra, o per sopravvenuta mancanza di fiducia da parte della proprietà.

Non per niente il declino comincia dall’alto, Confindustria.                                  Un’ organizzazione ormai moribonda,  il cui attuale presidente é espressione diretta di quel familismo. Una confraternita ormai di pochi industriali che vive dei contributi dei piccoli che non hanno il minimo peso e forse neanche i mezzi per affermare le proprie istanze.

 Poche sono le grandi aziende dove i C.d.A lasciano autonomia operativa seria e vera alla gestione , proprio perché la proprietà si picca di gestire, anche quando, in periodi come gli attuali,  la pluralità e la complessità dei processi decisionali richiesti,  impedisce a singoli con scarsa cultura globale di addivenire a decisioni equilibrate.

Ma per tornare ai fulgidi esempi di cultura guardatevi intorno. Leaders?     Ma chi ? Grillo? Parla a mala pena l’italiano , non ha la minima cultura in senso stretto e lato e si atteggia a piccolo ducetto.  Berlusconi? Inviso a tutti i politici europei, considerato alla stregua di un appestato.  Il denaro conta , ma non così tanto da meritare stima e capacità politica.  Ciò che conta é la cultura, l’impegno, l’apertura mentale non solo verso il proprio contesto operativo , ma sull’esterno , sul mondo che ci circonda.                                          La nostra separatezza, il nostro provincialismo lo paghiamo ogni giorno. Lo pagano i nostri giovani, i nostri managers, i nostri   imprenditori , tutti coloro che per lavoro si trovano all’estero.

Non é un caso se la stragrande maggioranza del voto degli italiani all’estero é di sinistra, o vota a sinistra.  Non perché siano comunisti, ma vivendo all’estero sanno quanto male fà essere rappresentati da buffoni.                

Quanto rode sentire sulla propria pelle l’effetto che fà essere rappresentati da gente impresentabile. Quando affermo che la società civile italiana è la matrice stessa e che quindi gli eletti sono tutti prodotto di questo sistema, intendo che se non la smettiamo di scegliere dei clowns , non potremo mai aspirare ad essere governati. Ma per avere governi degni di questo nome , occorre che il popolo sovrano sia informato e conscio.

Occorre selezionare, scegliere, prestare attenzione, non ritenere di dare il voto a questo , o quello “nella speranza che realizzi ciò che promette” .   Essere cittadini significa appunto attivamente esercitare i diritti che ci appartengono. Parlando di diritti, per inciso quei diritti che nello stesso partito democratico , così si definisce, vengono proprio oggi messi in discussione.

Un partito per sua stessa definizione poggia sul consenso dei suoi elettori. Ma se si vuole bypassarli non si procede a discussioni, a congressi, o a primarie, no, in  tal caso  si vota in direzione sulla testa di coloro che in fondo sono i soli ed unici azionisti. Familismo, come sempre, alla ricerca di una cooptazione in grado di creare il fatto compiuto. Quando affermo che dobbiamo riformarci , non pronuncio una boutade.

Osservando un Crimi, una Lombardi,  due poveri personaggi in cerca d’autore , due fulgidi esempi tra tanti,  presentarsi tronfi , nella loro ignoranza culturale e linguistica davanti alle telecamere mi chiedo perché ? Perché dobbiamo subire tutto questo, essere così masochisti. Ci sono migliaia di persone più capaci ed intelligenti di questi polli allevati dal Web e selezionati per manifesta assenza di attributi mentali.

Perché un guitto deve poter parlare a vanvera ed affermare alla stampa tedesca ( ieri ) che l’Italia sarà in bancarotta in autunno e che gli italiani saranno felici di essere invasi dai tedeschi. Perché dobbiamo massacrarci in tal modo per mano di un povero cretino?                                                                          Perché l’80% di questo popolo che vorrebbe essere sovrano  si comporta invece con tacito assenso come inebetito di fronte a tanta scempiaggine.  

Ecco queste sono le ragioni che mi spingono a divenire sempre più anti-italiano. Nel senso montanelliano del termine. Non é possibile restare inebetiti di fronte ad un tale spettacolo. Alla negazione stessa delle realtà. Prof. Sermonti,  lei riesce forse  a relativizzare meglio la realtà che ci circonda, più modestamente mi auguro che il paracadute si apra!

Buona vita a tutti.

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E’ LA DEMOCRAZIA RAGASSI!


Bersani a Bologna

Bersani a Bologna (Photo credit: framino)

Eh sì, proprio così direbbe il buon Bersani. E’ davvero incredibile per una formazione che ha raggiunto in termini reali non più del 15%, nel senso che il 30% degli elettori non ha espresso il proprio voto non recandosi alle urne,  che quindi quel 23% conseguito,  rappresenta appunto la forza del guitto e del suo compare markettaro  Casaleggio. Cialtroni, oltre che buffoni.

Hanno forse creduto che bastassero le urla , gli improperi, per mettere a soqquadro le istituzioni del paese. Ma soprattutto hanno maledettamente errato nel prendere di mira il PD.  Il solo Partito “democratico”  oggi esistente.  Gli altri essendo dei movimenti padronali .  Devo ammettere che i media, berlusconiani e non,  li hanno molto aiutati.  Il negarsi alla stampa, un toccasana per la loro mancanza di cultura e di competenze.  Non se la sono presa con il PDL , come storicamente sembrava  dover essere.  

No, nel mirino, finite le elezioni , c’era il PD ed il povero Bersani. Una persona onesta che, mentre gli altri per l’ennesima  volta prendevano per i fondelli il popolo sovrano con l’IMU e la riduzione delle tasse,  lui parlava di lavoro, di occupazione, dei veri problemi degli italiani.   Ma niente.

Vedete anch’io sono convinto che manchi di leadership, nel senso che non é per natura un trascinatore di folle, ma allora cosa dire di Angela Merkel, o di François Hollande?  Nessuna di queste  figure ha più carisma di Bersani.         E credetemi , perché li ascolto e li seguo sui loro media e nelle loro lingue.  Ma vedete i tedeschi ed i francesi non giudicano i loro leaders per la capacità di trascinare le folle, per la loro empatia, per l’amabilità salottiera delle loro barzellette,  ma per la serietà delle loro proposte , la valutazione di riuscita che il loro partito e le loro classi dirigenti sono in grado di realizzare.           Noi siamo rimasti beoti ed apprezziamo il “saper parlare”, non il contenuto, la forma!

Non solo, ma quei popoli esercitano un controllo sui loro politici ed partiti che gli italiani non hanno né capacità culturale, né informazione, né soprattutto voglia di esprimere.   Diciamocelo .   Se non peggio, quando chiedono favori e ritengono che i semplici  diritti del cittadino possano essere bypassati da raccomandazioni.  Insisto molto sulla capacità di esercitare i diritti , non confondendoli con i favori.  

Quella società civile di cui tanto si narra é marcia , in decomposizione, altrettanto, se non più,  dei politici che elegge.  Quanto quegli imprenditori che piangono e fottono il denaro dello Stato, o le lobbies che hanno libero campo nel mantenere lo status quo , o le banche che hanno enormi responsabilità . I cui consigli di amministrazione stanno proprio in questi  due mesi rinnovandosi , e di cui nessuno parla, nonostante il peso enorme che hanno sulla vita degli italiani.

Ma tornando a Bersani desidero rendergli l’onore delle armi, così come  a parte della sua segreteria, che non ho mai molto amato. Non sono un comunista, non lo sono mai stato, ma credo di saper riconoscere l’onestà intellettuale.   Ha provato fino in fondo a realizzare l’”en plein”.   Era riuscito a mettere Berlusconi fuori dalla partita.   Chi ha mancato sono i suoi detrattori e traditori  , dalemiani e renziani.  Il popolo della sinistra é stato ascoltato, ma poi tradito.  Il PD é imploso .  Doveva accadere , come affermavo recentemente , ma  credevo accadesse al congresso.                        Non ora , non così.   Quindi M5S ha vinto la sua battaglia. Di Pirro.  Berlusconi é stato riammesso ai giochi.  Non perché abbia  vinto, no, per implosione del PD . E lui lo sa benissimo.  E credo non ne sia affatto felice.

Il neo fascismo  nei modi , nella comunicazione del Movimento 5 stelle  é chiaro a molti, ma sembra non essere compreso.  Il desiderio di cambiamento si é trasformato in uno sterile confronto con il PD pronto, almeno in parte, a mutare l’assetto. No, ma loro i duri e puri,  volevano cambiare tutto e tutti.  Loro detenevano l’unica verità.                                       Usando i soliti 45/50 mila pirla del Web, hanno goduto di  un ‘audience enorme  dai media ,  una copertura connivente  ed idiota.  

Con dei capigruppo quali Crimi e Lombardi sono andati in TV ad ogni ora,  raccontando idiozie, con un’ ignoranza spaventosa circa il sistema istituzionale,  il suo funzionamento e la stessa costituzione.  Dei pirla di dimensioni mastodontiche, degli ottusi Gargantua&Pantagruel,  a capo di 160 poveri pirla incapaci che, non potendo modificare alcunché in Parlamento, cercavano di farlo fuori manifestando. Ma contro chi, contro loro stessi? Sono eletti dal popolo , giocano ai cittadini, fanno foto di gruppo, si nascondono, un teatrino.  

D’altronde, che dire,  il loro demiurgo é un clown, no scusate ,un povero guitto !  Povero per cultura e capacità, non certo quanto a patrimonio!         Ma certo , aveva ragione il capo della SPD tedesca,  gli italiani hanno eletto due buffoni.  Ritorniamo alle ultime battute.  Rodotà.  Il desiderio d’imporre un loro candidato,  come se fossero gli altri a dover accettare, non si comprende in nome di cosa . Inaffidabili, incompetenti, hanno finito per scoraggiare qualsiasi buona volontà di dialogo.

E’ risultato evidente che non si potesse affidare a questi imbecilli il destino malandato del paese . Ho scritto sul  mio muro che il 90% degli italiani non conosceva né Rodotà , né le sue posizioni , né tanto meno  suoi testi giuridici.  Ma fior fiore di cittadini reclamavano a gran voce la sua elezione.                      

La sua elezione l’ho dichiarata defunta alle ore 11 di oggi. Era evidente.  Sono riusciti nell’intento di spaccare il PD . Non avranno nient’altro.                            Su Twitter ho scritto, “adesso avveleniamo i pozzi” .  Nel senso, da ora nessuna persona di sinistra, fornita di un minimo d’intelligenza, darà il minimo spazio di credibilità a questi  accattoni.

Mi spiace molto che il Sel abbia ritenuto di dover seguire il M5S in questa fase. Ma con onestà intellettuale,  riconosco loro di essere stati leali.  Fino all’ultima votazione. Con il voto “R. Prodi”  hanno mostrato lealtà al PD ed al suo segretario. Con l’elezione di Napolitano, ovviamente  a tempo , il M5S é definitivamente fuori. Se vorranno voteranno quelle poche riforme che saremo in grado di fare, se no voteranno contro e chi se ne frega. Si sono autoesclusi.

Bersani si é vendicato nel modo più serio ed ovviamente pensando al destino del paese.  Adesso andremo ad un governo di scopo, o del Presidente.                                 Lo spazio di manovra concesso al guitto ed al suo sgangherato movimento si é ristretto e sarà sempre più limitato.  Nel PD si apre la notte dei lunghi coltelli.  Renzi ed i suoi saranno messi al confino. La maggioranza degli elettori del PD lo detesta,  quanto quello esterno finge di amarlo.                     Chi decide  comunque saranno i primi.  Quanto ai dalemiani  ”dovranno essere silenziati” per non compromettere oltre le sorti del partito.                       Sì, si tratterà  , a mio avviso,  di un’epurazione consensuale……..

Infine i cattolici.  Basta.  La radicalizzazione in atto pone in effetti una scelta.  Se restano, devono accettare una visione laica del partito e dello Stato. Il credo, di ogni genere,  resta fuori.   Da qui discende l’apertura a temi come eutanasia, unioni civili, delle stesso sesso, concessione di nazionalità ai figli d’immigrati, a tutti quei diritti individuali compressi e repressi fino ad oggi.

Torniamo a far parte dell’Internazionale socialista, riprendiamoci la nostra intera identità.  Torniamo seriamente a fare politica sul territorio, nel territorio, con il territorio. Il modello di partito futuro, che credo possa condurci a questo traguardo, é quello espresso nel suo manifesto da Fabrizio Barca.   Mi auguro sia più colloquiale, meno intellettuale nell’espressione politica,  per raggiungere il più alto numero possibile di elettori.                          Sì perché credo che in autunno, o al massimo la primavera prossima, saremo di nuovo chiamati alle urne. E  dobbiamo essere pronti. Saremo più leggeri, in numero ridotto, ma saremo certamente più credibili. E questo è ciò che conta.   Forse , allora, Vendola ed il Sel  torneranno a casa.

Buona vita a tutti.

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RENZI, UN’ALTRA BISCHERATA!


The Scout Association of the Cayman Islands

The Scout Association of the Cayman Islands (Photo credit: Wikipedia)

Palazzo Vecchio in Firenze

Palazzo Vecchio in Firenze (Photo credit: Wikipedia)

Tutto si può pensare , ma che in un PD che, da destra a sinistra viene descritto come lacerato , diviso, sul punto di esplodere , il segretario Bersani , anch’egli da settimane messo alla berlina dalla maggioranza dei commentatori, possa con un sol colpo di telefono convincere dei delegati toscani a non votare lo pseudo-beniamino regionale, mi pare un gran bufala. Oggi, giusto per diletto, dedico il post “al boy scout-chirichetto” e , giuro, per quanto mi concerne, questo sarà l’unico ed ultimo.

Allora, voi sapete bene chi sono i toscani, gente che di polemica vive, che non si fa mai mancare la verve caustica e canzonatoria nei confronti del potere e di coloro che lo occupano , o incarnano.  Dante docet!  Storie di ghibellini, guelfi, guelfi bianchi e guelfi neri e via discorrendo….. Ora in una tale regione, pensare che vi possa essere solidarietà politica, o addirittura  comunità d’intenti , é come immaginare che gli elefanti volino. La polemica in quelle contrade é pane quotidiano , pane salato e non scipito.

Rossi , Presidente della Regione Toscana, stimato esponente PD,  ha immediatamente rispedito al mittente la possibilità che la bocciatura di Renzi,  potesse essere  originata da una telefonata da Roma.    Ha inoltre spiegato in termini chiari ed inconfutabili le condizioni attraverso le quali é maturata la bocciatura , tutta interna al PD toscano, che si richiama al percorso attraverso il quale le nomine sono istituite.

Il Boy scout-chirichetto che tutta la stampa di centro destra acclama , ormai da Febbraio , come prossimo rappresentante politico del PD , non ricordandosi che, al contrario del PDL ,  il PD é un partito non padronale dove bene , o male , gli elettori contano, sia attraverso il voto, sia per l’opinione espressa.  Il buon Renzi , come sottolineato da Rossi, avrebbe dovuto, rispettando la prassi, avvertire Monaci  , presidente del Consiglio Regionale, della sua candidatura , per non spaccare il gruppo  ed infine  non farsi votare dal centro destra.  Niente di tutto questo! La forma in un partito la si rispetta. Solo i movimenti alla Grillo, dove  uno vale 163 pirla,  possono permettersi di sputtanarsi un giorno sì e l’altro pure.

Renzi sembra essere obnubilato , lui ed i suoi consiglieri,  dal ruolo di protagonista che i media ed i sondaggi gli assegnano ad ogni piè sospinto. Peccato non si rendano conto che all’interno del PD la fronda contro la sua personalità, la sua suadente versione centrista,     la prossimità asfissiante con il suo “mentor finanziario”, A. Serra, gestore del Fondo Algebris,  fondo speculativo basato alle Cayman Islands ,che ha lautamente sovvenzionato le sue primarie , sta letteralmente tracimando ed alienandogli ogni possibilità di convivenza.

D’altronde ,  ascoltare a Ballarò l’intervento e la sicumera da neo-liberista di questo gestore, ingessato in una conformista visione teorica  e non certo pragmatica dei fondamentali economici in una società in transizione,  mostra  tutta la  debolezza delle caratteristiche politico-ideologiche del sindaco di Firenze.   Purtroppo la situazione ed il contesto politico offrono spunti che non corrispondono alla realtà.

A fronte della esclusione del PDL dai giochi veri , si vuole accreditare l’idea che il PD sia sul punto di dividersi per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dal disfacimento organico del PDL alla presunta divisione del PD.  Devo ammettere che la strategia comunicativa del PDL é  seriamente valida e coglie appieno, sfruttandole,  le opportunità offerte da un partito strutturato e dialogante.  In un contesto socio-politico dove il fumo nasconde il poco arrosto,  dove la decadenza acuisce  il cinismo che la anima. Effetto della diaspora comportamentale democristiana che come una metastasi ha coinvolto l’intero arco politico.

Può darsi  che una divisione avvenga nel medio-termine , ed io stesso sono propenso a credere sia la migliore soluzione affinchè il PD torni ad essere , pur nelle sue diverse anime , non lacerato da questioni di secondo ordine  . Ma certo  non oggi , e certamente non sulle bischerate del sindaco di Firenze che si manifesta per quello che ho sempre ritenuto  sia,   un immaturo personaggio politico che non ha molti meriti, o competenze specifiche guadagnate sul campo,  ma tanta baldanzosa voglia di farsi avanti  grazie ad un’eloquio incalzante.

Certamente non l’unico in un caravanserraglio di giovani che hanno vissuto più di 2/3 della loro esistenza nell’alveo del sistema valoriale- meritocratico berlusconiano.   D’altronde  cosa mai potrebbero essere ,  se non berlusconiani loro stessi?  Cosa mai si può pretendere da questa generazione che é stata allevata a balle e consumo ? A fronte di tanta evidenza la politica é per loro il modo più veloce e sicuro di raggiungere quell’agognata posizione di potere  che non si raggiunge mai per meriti e competenze , ma solo ed esclusivamente per “spinte correntizie”,  o familismo mafioso.

Purtroppo siamo sempre allo stesso punto.  Per non parlare di cose serie , si discute del e sul nulla.  Sulla vox populi, o meglio sul e minchiate inoculate da qualche giornale.                   Ho più volte ripetuto sul mio blog che Renzi nel PD non ha alcuna chance.  Ma non perché ci sia una nomenclatura che vuole restare al comando, chiusa in un fortino da deserto dei tartari .

No, per la semplice ragione che, come hanno mostrato le primarie, il popolo PD nella misura dei 2/3 Renzi non solo non lo crede, ma oggi ancor più di ieri,  lo vede come un piccolo yuppy cattolico che si pone sulla scena politica come leader, non riconosciuto all’interno del suo stesso partito.  No signori miei , quello non é un leader , é un bischero intelligente, o se preferite un’intelligente bischero!   Inutile sforzarsi di vederlo assurgere a posizioni di rilievo all’interno del PD.  Non ci arriverà mai.  Su 3 milioni di voti , ne ha ricevuti 1 e molti di questi provenienti dall’esterno.   Non ci si vuol rassegnare all’idea che l’opinione pubblica sondata esprime un’idea che ha solide basi , ma fuori dall’alveo politico culturale di cui sembra essere espressione.

La sua carriera politica potrà consistere nel creare a breve , terminata la parabola comunarda,   “un movimento che si proponga come visione social democratica  dove possano confluire i margheritoni cattolici  che finalmente se ne andranno fuori dalle palle con la loro visione confessionale dello Stato ed i centristi montiani per  formare un nuovo ennesimo centro” .  Un centro che,  come negli ultimi cento anni , cercherà di rallentare il progresso politico, sociale ed economico di questo povero paese.

A questo centro la risposta politica  , come da tempo ho anticipato,   é Fabrizio Barca. Persona di carattere, fornito di competenze, non allevato nei laboratori del partito, ma abituato ad orizzonti più ampi e profondi e soprattutto con meriti guadagnati sul campo e non per ” leccaculismo  impenitente” ben conosciuto nel periodo dalemiano.  A propsosito é indicativa la vista di Dalema, l’affossatore del partito,  a Renzi quest’oggi a Palazzo Vecchio.

La disponibilità di Barca  conduce semplicemente a riunire le diverse anime della sinistra che purtroppo negli ultimi anni hanno  raggiunto altissimi livelli di “tafazzismo” come afferma Gianluigi Pellegrino .  Ma non per le ragioni da lui espresse , ma esattamente per il loro contrario.  La capacità di dire no!  Di essere e comportarsi coerentemente ed in senso unitario . Di avere meno dubbi e più certezze , in un mondo politico provinciale dove il primo pirla a parlare sembra divenire un guru !  Quello che il “Pellegrino”  definisce “rammarico e boomerang antropologico,  il non saper sfruttare il fenomeno Renzi”  é per coloro che hanno a cuore l’idea di una sinistra vincente con i suoi veri mezzi ,  giustamente il punto da cui Barca vuole far ripartire il PD.  Questa almeno é la mia lettura ed interpretazione del divenire delle cose. Si é più credibili affermando con forza le proprie idee che non cercando di inciuciare.  Vincere con il consenso di coloro che sono i tuoi detrattori serve solo a mantenere lo status quo. Esattamente ciò che vogliono i poteri forti, le 80 famiglie che controllano il 75% dell’economia nazionale , la chiesa cattolica e le lobbies schierate.

English: Coat of Arms of Florence, Italy, trac...

English: Coat of Arms of Florence, Italy, traced off of File:Firenze-Stemma.png (Photo credit: Wikipedia)

Buona vita a tutti.

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THATCHERISM


Il Quarto Stato

Il Quarto Stato (Photo credit: gashale)

Nei momenti più duri amava ripetere ai suoi più stretti collaboratori per alzare il livello della sfida , “There is no alternative”.  Una donna che ha imposto il suo ultra-liberalismo ad un intero paese.  La sua, se posso definirla  in una frase,  è stata  una soluzione economica parzialmente riuscita e nel contempo un’enorme catastrofe sociale da cui la GB non è mai definitivamente uscita. Questo è il pensiero di molti che non amano i “coccodrilli” e dicono quello che pensano, che non edulcorano la realtà , ma ne colgono i lati oscuri.

Durante il suo regno  si può,  senza il minimo dubbio , affermare che i ricchi sono divenuti più ricchi ed i poveri più poveri.  Lei può essere a giusto titolo definita l’antesignana della de-industrializzazione, della fine della tradizione manifatturiera britannica. Durante il suo periodo di governo il tasso di povertà del paese  si è accresciuto di ben 5%. Al suo arrivo era del 15% , quando ha lasciato del 20%. Tutto ciò in un periodo nel quale in tutta l’Europa occidentale  il trend era esattamente l’opposto.

Un altro dei suoi primati ,in negativo , è che è stata l’unico leader al mondo che ha soppresso il salario minimo . I minatori ed i sindacati si ricordano bene la sua politica di scontro tra l”84 e l”85 . In un certo senso è vero che la politica dell’impero aveva concesso molto al settore  e parzialmente si difendevano  , come si direbbe oggi , i diritti acquisiti. L’idea di sottofondo di una politica di smantellamento  del sistema tendeva a privilegiare i “famosi” meccanismi del libero mercato, ridurre lo Stato sociale , o come dicono i pappagalli che non parlano, ma usano la lingua inglese per accreditare una cultura che non hanno mai avuto : “welfare state” .

Tutto ciò secondo la scuola di Chicago,  che sotto la politica di  Reagan , stava raccogliendo adepti nel mondo anglosassone , doveva favorire il rilancio dell’economia e renderla più forte. In parte questo rappresentò una riuscita. Peccato però che tutto ciò provocò un dramma sociale durato oltre un decennio. Si potrebbe affermare che oggi per altri versi ,confrontandoci ad altre situazioni,  stiamo lottando contro gli stessi effetti.  In inglese questi effetti si definiscono  “Collaterals “.

Sì proprio così, “ effetti indotti e/o collaterali.”  Peccato che non siano mai stati realmente quantificati questi costi sociali …… In effetti il prezzo della revisione della sanità britannica fu pagato caro dal popolo . Si stima che il peso sia gravato su  circa il 40% dei  cittadini . Sono state  le classi meno abbienti ad aver pagato di tasca propria questo “downgrading quantitativo e qualitativo”.  Ma sulla scia di uno sciopero durato sei mesi, di un corpo a corpo tra sindacati e governo ,dal quale non era detto che ne uscisse vincitrice, lei riuscì a tenere la barra.

Il popolo, dopo decenni di dominio del labour  party,  fu in gran parte dalla sua parte. Esasperato dalla situazione , nella convinzione che uno Stato più leggero e meno costoso avrebbe aiutato l’economia del paese ,nonché una  sterlina ormai a terra , si schierò dalla sua parte. Nello stesso periodo il governo Craxi metteva a segno il blocco della scala mobile in Italia .

Ricorda in parte ,come ho già detto , la situazione odierna dove a bassi salari  e con alti livelli di disoccupazione si ritiene si possa riconquistare competitività.  Solo dei cialtroni possono seriamente credere a tali idiozie in una società che delocalizza, de-industralizza,  e vive di brevetti , di know how , non più di processi produttivi. In un paese dove l’elusione e l’evasione raggiungono 180 miliardi di euro, dove il peso maggiore  dell’imposizione fiscale grava su una fetta minoritaria della popolazione (reddito dipendente)  , non è affatto strano che la tassazione passi dal 48% al 52% in un anno.

Certo se si perdono 1 milione e trentacinquemila occupati , la base impositiva si riduce e l’imposizione si accresce. Elementare. Ma i media, lungi da fare queste considerazioni, parlano di disoccupazione fuori contesto.                      Ma ritorniamo all’esempio fornitoci dall’evoluzione del tatcherismo nella sua più recente fase . Oggi la finanza è divenuta la maggior fonte di occupazione della Gran Bretagna.. Oltre il 10% dei posti di lavoro dipendono da questo settore e quest’ultimo rappresenta circa il 25% del PIL della GB .                          

Come se ciò non bastasse, la finanziarizzazione ha di fatto incancrenito il sistema rendendolo fortemente labile. Questa politica , continuata dai conservatori britannici che hanno governato il paese dal dopo Blair, è la diretta conseguenza delle politiche  poste in essere dalla Tatcher.                       In parte ispirate come affermavo dalla politica Reaganiana in USA  , anche se in verità, da buon attore quale era, non era altrettanto ideologizzato  e da buon americano dimostrava maggior pragmatismo.

Ecco perché si può affermare  che la crisi odierna affonda le sue radici nel thatcherismo. Niente è stato fatto per modificare la parabola  che stava prendendo.  Vedete, si è cominciato con una grande crisi di credito negli  USA  . Questa si è poi spostata in Europa . In primis in GB dove il 90% delle banche inglesi sono state nazionalizzate ed aiutate dallo Stato a cui oggi appartiene la maggioranza  dei pacchetti azionari.

Tutto ciò è potuto avvenire perché la GB non dovendo sottostare alle rigide regole della BCE, potendo stampare moneta a suo piacimento, usa la sterlina per allontanare il crack. Che a mio avviso prima , o poi avverrà. La richiesta del governo Cameron della revisione dei trattati UE in senso di maggiore flessibilità è ,a mio avviso,  una seria scusa per non abbassare anzitempo le braghe ed alzare bandiera bianca!

Ma tornando a questo neo-liberismo da marciapiede,  invece  di mettere  mano ad una riforma integrale del sistema bancario,  ha convinto la maggior parte dei politici europei e degli economisti ,  della grande forza e potenza del mercato  e delle sue leggi . Quindi le regole del libero mercato non potevano essere messe in discussione. Né rese meno cogenti nelle sue forme peggiori ; lobbysmo, centri di potere, mazzette, insider trading , ecc. ecc. 

Ecco , se oggi la finanziarizzazione ha distrutto parzialmente il sistema e la struttura economico-sociale  di molti paesi è perché,  invece di produrre beni e servizi , essa genera altro denaro . Denaro che ingrassa i soliti noti e pauperizza quote sempre maggiori di popolazione  nel mondo.                   Inclusi i paesi europei  che divengono contendibili in termini di supremazia di mercato , ed interessanti solo dal punto di vista agro-alimentare essendo l’Europa il più grande mercato avanzato del mondo con 440 milioni di consumatori . Questo processo è iniziato  e poi è stato  nutrito nel prosieguo del tatcherismo  . 

Ciò ha permesso  alle banche  di divenire sempre più resilienti ed attrezzate contro la politica , permettendo loro di evitare le riforme che dovrebbero al contrario porle sotto un controllo continentale più  rigido ,  implementandone  dall’alto  l’etica finanziaria ed economica ai fini di un progresso più equilibrato e meno rapace.

 

Buona vita a tutti

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WHAT IF – E SE…..


Argentina glacier

Argentina glacier (Photo credit: @Doug88888)

Venezuela and Brazil: Stamps

Venezuela and Brazil: Stamps (Photo credit: Sem Paradeiro)

 

 

 

 

 

 

 

Spesso in un paese che resta immobile e troppo simile a sè stesso questa domanda sorge sovente. Ed allora poiché le cose restano immutate , si tende a pensare come avrebbero potuto essere …..Se i termini temporali, o i personaggi coinvolti avessero avuto comportamenti discordanti ,devianti , contrari al comune senso  di pensiero. Se le cose fossero andate diversamente…..Tipico di un modus pensandi che rifugge dalla ricerca di incidere volontariamente sulla realtà e con ignavia la osserva scorrere.

Sapete noi italiani abbiamo una visione della tradizione che proviene dalla nostra ancestrale cultura contadina. La cultura delle radici. Non che gli altri popoli  non la possiedano , ma certo il nostro background, ancor oggi, ruota  intorno al territorio, al contesto nel quale la quasi totalità dei cittadini  di questo paese nasce, vive e muore. Ragioni familistico, cultural – ereditarie, che in un modo , o nell’altro , spesso ci tarpano le ali perché disabituati al competere.

In realtà la divisione , la dicotomia socio-culturale,  stà tra coloro che le radici le vivono da prigionieri, e coloro che, da marinai,  vivono l’esistenza  con il concetto dell’ancora.  Appartengo a questa seconda categoria,  nettamente minoritaria. Anzi,  riflettendoci all’interno di questa categoria milito tra coloro dall’ancora leggera, pronti a salpare per nuove avventure.

Quelli che privilegiano il futuro , pronti a separarsi senza troppi indugi dal presente e che affrontano l’adattamento al nuovo quale elemento fondante dell’esperienza  della vita. Che concepiscono la sfida come un motore assoluto del processo di conoscenza.  Le ragioni di questa premessa sono legate ai processi di mutamento , di transizione, che troppo spesso da noi abortiscono , o se preferite non riescono ad avere un percorso compiuto. La paura atavica di abbandonare le sicurezze e le frustrazioni certe del quotidiano per un incerto futuro.

In particolare  per quanto attiene il contesto politico, dall’unità nazionale in poi , restano  numerosi i tentativi di decollo precipitati. Non è un caso che  é stato il populismo , nelle varie forme assunte,  a rappresentare la zavorra per un distacco dalla melma . Le classi dirigenti, dagli anni ’70 in poi , sono responsabili di questa inversione  del trend di acculturazione  del paese.

 Siamo stati per cento anni un paese di emigranti. Una prima ondata migratoria ebbe luogo a seguito dell’unità, tra 1870 e 1890 oltre 3 milioni di cittadini analfabeti hanno preso la via del Sud America e USA. Poi una seconda ondata , dal 1922 al 1928,  con l’avvenuta del fascismo altri 5 milioni in un paese che contava allora poco più di 37 milioni di abitanti . Questa volta non se ne andavano solo gli analfabeti, ma anche parti di classi intellettuali, gli antifascisti. Nel frattempo l’investimento in cultura ed alfabetizzazione produceva una riduzione seria e continuata dell’ignoranza crassa del paese.

Ed arriviamo alla terza ondata di emigrazione , quella che faceva seguito alla fine della guerra . Anni ’50 e ’60, un’emigrazione che prendeva l’aereo , non più la nave,  per farvene comprendere il senso. I paesi di accoglienza, Canada ed Australia , il nuovo mondo …… Sempre in silenzio,  dal Friuli ,alla Lombardia , al Veneto, non solo come si crede dalla Sicilia, Calabria, Campania. Ed oggi ?

Gia da tre / quattro anni la via dell’emigrazione ha ripreso vigore.                      Se ne vanno i migliori. Coloro che non hanno timore di abbandonare le loro piccole-grandi sicurezze e che sono i meglio attrezzati per combattere ed accettare le sfide.  La dimostrazione che politica, imprenditoria, accademia  non hanno la minima cognizione del ruolo della demografia nello sviluppo/recessione delle nazioni. Ancora una volta, a costo di apparire elitistico , non é un caso che il voto dell’A.I.R.E., anagrafe italiani residenti all’estero , è a circa il 70% appannaggio del PD. Non é, come riteneva , Tremaglia, fatta da poveri emigranti, ma costituito dall’intellighenzia.

Anche alle ultime elezioni quel trend di preferenza é confermato. Così dopo aver popolato interi territori , Argentina, Uruguay, Venezuela, parte degli USA, Aurstralia,  ancora oggi i nostri giovani migliori se ne devono andare all’estero per avere quella dignità, quel lavoro che non viene riconosciuta loro a casa! Penoso , vergognoso, indegno di un paese che si dice civile e si annovera tra le prime dieci potenze economiche del mondo.

Per riprendere un’ottimo articolo apparso oggi sul Sole24 ore ci sono tutte le premesse che il debito su Pil possa raggiungere il 140% nei prossimi due anni se non si interviene nettamente. Fateci caso , solo 4 volte il debito pubblico é stato abbassato. 4 governi tecnici :Ciampi,Padoa Schippa, e Monti.

“Non é esagerato dire che le decisioni politiche che vengono prese in queste settimane ed in questi mesi saranno decisive per evitare all’Italia , se non una dittatura, un grave decadimento della democrazia, Fascismo? Non so.            Ma di certo si tratta di una scelta tra autoritarismo  ed Europa! “

E non si può negare che,  sia il PDL , ancor per poco proprietà del padre padrone, che il M5S , proprietà del guitto Grillo,  siano entrambi fautori di un distacco dal corpo europeo. E’ evidente , almeno alle persone di buon senso,  che mettere in dubbio il ruolo e l’ancoraggio dell’Italia all’Europa , prefigura  una scelta di isolamento dalla comunità internazionale , un’ isolamento che farebbe seguito alla richiesta di rinegoziazione del debito , ormai fuori controllo.

Lo stesso isolamento e rifiuto idiota ed immaturo del M5S nei confronti della situazione interna attuale. Questa, senza renderlo evidente ,  é la scelta  a cui gli italiani sono oggi  sottoposti , tra autoritarismo e democrazia!L’impoverimento della popolazione  é già in atto, ma non si discute di questo stato di cose. Si parla d’altro. Come al solito. Proprio coloro che dichiarano di essere portatori del cambiamento , non discutono della realtà.

No,  loro sono puri, si preoccupano della riduzione dei costi della politica che rappresentano l’1% del PIL e se ne fottono del restante 99%.  Prima ci libereremo di questi illustri comici cialtroni , meglio sarà , perché con loro c’é poco da ridere  e molto da piangere!

Un ‘ultimo elemento di meditazione lo dedico al PD ed alle diatribe attuali. Molto ho scritto circa Bersani e Renzi. Le due anime , a mio avviso difficilmente conciliabili per ideologia e pratica politica. Come ho avuto modo di dire la scissione , probabilmente , avrà luogo a breve-medio termine.

Si tratta di un’ esigua minoranza dell’attuale compagine dell’elettorato del partito , la cui maggioranza con la crisi si é spostata più a sinistra. A cui si aggiunge un serbatoio di  potenziale voto ben più corposo che al centro-destra. Basti vedere il misero risultato montiano del quale Renzi é portatore d’acqua esterno. Le attuali primarie del PD, per la corsa a sindaco di Roma ,lo dimostrano.

Incredibile un metodo democratico che viene svilito a fronte di un sistema politico-mass-mediatico che di democratico non ha niente.                                 Sono estremamente favorevole alla” mobilitazione cosciente ” proposta da Fabrizio Barca ed alla sua candidatura alla segreteria del partito.                   Sarà difficile, anche per un negoziatore empatico quale é, riuscire a tenere unito quello che unito non é , se non battendo i pugni sul tavolo.

” Mala tempora currunt” nella complessa organizzazione del partito.                  E con una gestione che dovrà affrontare tagli notevoli alla struttura. Mobilitazione, volontariato politico? Saranno in grado di compensare il “down grading ” dimensionale  a cui la politica nel suo complesso é oggi confrontata? Ed infine, quanto a comunicazione e leadership , che sembrano interessare  e determinare le preferenze del “popolo sovrano” , più dei concetti e delle idee , sarà forse meglio tararla.

Il rischio é di essere percepiti troppo intellettuali, visto il deserto dei tartari che ci circonda.  Da sostenitore, ante litteram ,  di F. Barca, poiché lo ritengo il “migliore outsider” , lo invito ad un linguaggio meno scatologico, meno concettuale, meno poderoso.   In attesa di assistere alle prossime schermaglie inutili per l’elezione del Presidente ,  per farvi un’idea , osservate il rapido evolvere della situazione economica nelle prossime due settimane e capirete………..

Buona vita a tutti.  

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