FIERO DI QUESTA EUROPA. ULTIMA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA (E’ una Bufala ! )


 

La notizia che ho commentato é purtroppo una bufala nella quale sono caduto. e  ne chiedo venia ai miei lettori. Ciò che ho scritto come commento invece é il mio pensiero in merito. Come tale,  a futura memoria , ritengo di poterlo lasciare. Le considerazioni successive restano senza dubbio valide. Ho preferito lasciare il testo originale , piuttosto che cancellarlo. Tutti noi in una girandola d’informazioni possiamo cadere nella bufala. Oggi é toccato a me! 

 

Dispositivo della sentenza:

L’Italia, permettendo il battesimo ai neonati viola la carta , articolo 9 della Convenzione Europea in combinato disposto  con l’art. 14, in quanto i neonati non sono ancora in grado d’intendere  e di volere, o emettere un’atto personale e cosciente e , nella fattispecie sono obbligati a far parte di un’associazione religiosa per tutta la vita.                                                               L’imposizione del rito , definito sacramento,  tradisce il carattere di una dottrina che considera le persone come oggetti, il cui destino é deciso a loro insaputa da un’organizzazione  religiosa.                                                               Infatti il battesimo impone al battezzato un sigillo indelebile, facendolo diventare a tutti gli effetti un’ iscritto e  membro a sua insaputa   e volontà , assoggettandolo  ai suoi regolamenti ed alla sua autorità.                                   Come si evince  dal  canone  96 del Codice Cattolico di diritto canonico: mediante il battesimo l’uomo é incorporato alla Chiesa di Cristo ed in essa  é costitutito persona, con i doveri  ed i diritti  che ai cristiani , tenuta presente la loro condizione  , sono propri”.

Questa pratica lede il superiore interesse del bambino, sancito dall’art.3 dalla Convenzione internazionale  sui diritti dell’infanzia ratificata dall’Italia il 27 Maggio 1991 con la legge n°176 che prevede che in ogni decisione , azione legislativa, provvedimento giuridico , iniziativa pubblica , o privata deve salvaguardarel’interesse del bambino”.

Il Governo Italiano , entro sei mesi ( pena le sanzioni previste per le procedure d’infrazione) dovrebbe adottare le relative riforme di Legge per rimediare alla violazione.

Sono profondamente fiero di quest’ Europa, di questo tipo di Europa. Un’Europa che ha il dovere di far rispettare e nel contempo sancire i valori e contenuti dei più semplici ed elementari diritti soggettivi ed individuali. Entusiasta che si ricordino i valori universali laici. Contrariamente a molti altri casi nei quali il Parlamento italiano nelle varie componeneti politiche e partitiche, sotto il dettato di potenti lobbies , non accetta di  recepire la normativa europea nell’ordinamento giuridico italiano. Eh sì , perché molte sono le normative europee non recepite in Italia . 

Intendo dire che  una moltitudine d’ italiani ritiene  le leggi europee  cogenti e che esse possano imporsi ai Governi nazionali “ipso facto”.                                    E’ esattamente il contrario!   Sono da rispettare solo leggi , o trattati che sono recepiti attraverso leggi italiane che le rendono vincolanti. La sfera delle leggi europee che ci dividono dal progresso, dalla vera democrazia é enorme.  E qui non é in gioco la sola posizione della S. Sede per la quale lo Stato italiano già in precedenza é stato posto in stato d’accusa. Il tema dell’imposizione fiscale per la quale gode di privilegi anacronistici e che tutti i partiti politici inclusi  grillini ,  leghisti, i piddini, insomma tutti , sono da sempre legati per una stupida forma di servilismo dovuto all’errato concetto del voto di scambio politico e del peso di questo voto.

I credenti praticanti sono in Italia appena il 28%. Ed i miliardi d’imponibile annui non versati , né richiesti sono ben 14 !!!!                                                         Due pesi ,  due misure questa é la tragedia del comportamneto anti etico e anti morale formatosi nel tempo. La logica dell’accettazione . Il rispetto per il potere , al di là di ogni sindacabile ragione.  Il classismo di ritorno fondato sulla preminenza di determinati interessi. Le rendite di posizione che stanno facendoci ritornare agli anni ’50 quanto a distribuzione della ricchezza sul territorio. La parabola berlusconiana, quella del berlusconismo, l’attuale omogeneizzazione a questo tipo di bassi interessi da parte del PD conducono sempre ad una unica verità. La concentrazione del potere in questo paese é l’aspetto più nefasto. 

La concentrazione dei mass media nelle mani di un ristrettissimo gruppo di famiglie  é sempre più deleteria.  Quella famosa legge sul conflitto d’interessi  non ha mai più riconquistato le prime pagine . Intanto in questi ultimi 20 anni il processo di concentrazione si é ancor più acuito. Difficile pensare che dall’interno possa risorgere. L’unico modo é la visione europea.                         Su questo tema l’Italia , il paese,  avrebbe estremo bisogno di riconquistare un minimo di  progresso, di modernità , di cambiamento . Quello vero!        

Un cambiamento che possieda una visione del contesto mondiale nel quale ci muoviamo, una seria progettualità . Una pianificazione  che possa avanzare affidata ad  una task force europea che abbia compiti specifici e si muova in modo intergrato. Vedete il mio approccio personale , avendo vissuto abbastanza e frequentato vari livelli privati e pubblici , é che non fidandomi affatto di questa furbizia nazionale, che troppo spesso termina in dabbenaggine, credo occorra integrarsi ulteriormente. Smettiamo di affidare la gestione a Regioni  incompetenti e prendiamo  risorse e finanziamenti  gestendole  a livello europeo.

Ma torniamo agli aspetti ed ai temi più profondi che attengono ai valori fondanti dell’Europa.  Se vogliamo riprendere in mano il nostro destino europeo dobbiamo ricacciare nell’ombra  questi neo nazionalismi che sono il prodotto di paure abilmente agitate dai mestatori populisti.                                Si stava meglio quando si stava peggio. Questo l’incipit che balena sulle teste dell’ignoranza. Un’ignoranza che da noi é purtroppo crassa! Rivedere i trattati, avanzare sulla strada della devoluzione dei poteri nazionali. Superare le idiosincrasie contro una maggiore integrazione.  Un nucleo di paesi dovrebbe costitutire il fulcro attorno al quale formare la nuova Europa che si doti di un unico esercito, di un’unico confine, di un’unica politica estera, di un’unica fiscalità e tassazione , di un’unica gestione del patrimonio comune.

Credo sinceramente che solo in questo modo il nostro paese potrebbe risorgere ed eliminare quel malcostume politico   che ormai ci contraddistingue da decenni.

Buona vita a tutti

 

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ITALIA /EUROPA ASSENZA DI VISIONE


Da europeo ed europeista quale sono riflettevo sulle analogie tra l’oggi e il 1914.             Cento anni ci dividono, eppure analogie e similitudini sembrano affiorare incessantemente.   Come allora , dopo decenni di crescita economica e di stabilità sostanziale all’interno della giovane Europa i nazionalismi e la loro ideologia nefasta divennero per quei giovani paesi ed i loro cittadini pressoché analfabeti , Germania-Italia-Spagna ecc. un ideologia rampante che dilagò con la falsa percezione che fosse la soluzione ai problemi.                               Pensate in Italia il 92% dei cittadini erano analfabeti all’unificazione  (1861) , 85% nel 1914! Le classi dirigenti non molto diverse da quelle odierne;  miopi, oligopoliste,  provinciali , abituate a godere di rendite di posizione e latifondi .  L’idea di incolpare gli altri come reponsabili delle proprie disgrazie era florida e codarda.

Così i capipopolo  facendo leva sull’irrazionalità e la paura  si lanciarono contro tutto e tutti. E allora via alle pulsioni xenofobe , l’odio  contro qualunque tipo di sistema sovranazionale  che dal Congresso di Vienna veniva usato per cercare di regolamentare i conflitti .          Dagli agli ebrei che controllano la finanza, dagli ai francesi che ci affamano. Perfida Albione per gli inglesi che ci impedivano il sogno coloniale……….Ecco che la demagogia e gli egoismi nazionali preparavano la carneficina  della Prima Guerra (mondiale) per così dire , nel senso che l’Europa deteneva ancora la supremazia sul mondo conosciuto in termini politici ed economici. 26 milioni tra morti e dispersi. La più grande carneficina della Storia umana, superiore alla stessa Seconda che, sempre per stupidità dello stesso genere , doveva  mettere fine alla centralità politica ,economica, industriale del Vecchio Continente.

In fondo anche quella aveva avuto gli stessi prodromi, generati dalla crisi del ’29 che doveva dilatarsi nel mondo con effetti deleteri fino al ’32/’33, per poi affossare il continente col fascismo ed il nazismo .  Ecco per molti aspetti  a me sembra che l’Europa si trovi  dopo cento anni nelle stesse condizioni socio-economiche  in termini di scelte , di visione , di prospettive.   Invece di accelerare il processo d’integrazione,  da circa un decennio la  carica per una maggiore unità  , di forte sentimento e volontà comunitaria sembra sia arrestata.   La realtà é che gli Stati nazionali non sembrano voler continuare quel processo di “devoluzione programmata” dei loro poteri. La crisi economica ha determinato una sorta di grande menzogna ,” i diktat di Bruxelles” .  

E sapete perché? La crisi ha messo in ginocchio le classi dirigenti europee. Quando la domanda aggregata tirava il merito era dei governi nazionali , quando , come oggi, la domanda é flebile e le misure economiche intraprese non hanno risultati soddisfacenti la colpa é dell’Europa.  Certo,  anche le politiche europee e le misure  intrprese sono state in quest’ultimo quinquennio deficitarie,  se non fallimentari perché troppo dure e non adattate alle singole economie a cui esse venivano applicate. In questo errore di valutazione macroeconomica non solo l’Europa , ma anche le massime istituzioni mondiali hanno manifestamente toppato , FMI, OCSE ed in parte anche la stessa BCE.

In tutta Europa si assiste a manifestazioni anti . Anti euro, anti comunitarie, anti legislazione europea….La crisi economica iniziata a fine 2007 in USA , arrivata in Europa nel 2008 é ancora qui e non accenna ad andarsene.  La crisi ha fatto avanzare in Francia il Front National partito fascista e xenofobo. Ha creato in Germania ,Belgio, Olanda ed infine in GB formazioni politiche di ultra destra che ricalcano gli slogans del 1914.                             In Ungheria la destra fascista é al potere e l”UE è molto restia ad intervenire con un’alto là politico in grado di arginare il fenomeno ed il rischio di contagio nell’area danubiana.          

In Italia la situazione non é dissimile . L’euro-scetticismo che anima il Nord ed il Sud sono sintomi generali di una crisi che oggi invade tutta l’Unione Europea. Il risultato delle prossime elezioni europee , vedrà l’affermarsi di un forte sentimento anti-europeo e nel contempo di un fortissimo astensionismo. Il decennio perduto potrebbe essere intitolato l’ultimo. Mentre dal 2002 con l’entrata nell’Euro l’Italia si crogiuolava nell’assoluta mancanza di visione industriale del governo Berlusconi, la Germania operava la maggior rivoluzione industriale reinterpretando il suo ruolo manifatturiero e creando le premesse della sua espansione .  Certo sono 90 milioni di cittadini , certo sono il primo esportatore manifatturiero europeo. Sì certo , ma noi eravamo il secondo. Per vostra informazione gli investimenti del settore privato nel decennio sono stati pari a 0.5 , mentre il settore  pubblico ha investito 1%. Questo per mettere i puntini sulle ì riguardo alla capacità d’intraprendenza della classe imprenditoriale.

Gli imprenditori italiani dovrebbero aver investito 4 volte i più per pareggiare ciò che hanno investito i tedeschi negli ultimi 15 anni. Mancano visione e progettualità.             Senza reinvestimento nel processo tecnologico e nel brand  si muore.                           Brembo primo marchio settoriale nel mondo ha reinvestito 10% del profitto negli ultimi 15 anni.  E Squinzi minaccia di andare in Svizzera? Ridicolo! La Fiat degli Elkan delocalizza , uccide il marchio nazionale , il proprio brand con politiche neocolonialiste e poi se la prende con i propri operai che acquistano auto straniere? Ridicolo!                                                     Questa politica delle risorse umane tende sempre più a scindere il lavoro , e la dignità che da esso deriva,   dal prodotto .   Il risultato? La totale disaffezione e demotivazione  del lavoratore rispetto alla propria identità aziendale ed al suo ruolo partecipativo.                

Ecco questi sono solo alcuni dei vari errori delle classi politiche europee e certamente di quella  italiana.  Oggi  per superare la crisi  occorre più Europa. Per risolvere il problema dela disoccupazione , giovanile e matura, per risanare i conti pubblici, occorre un’Europa integrata. Un Parlamento che possa acquisire maggiori poteri ed una governance in grado di prendere decisioni dure  e forti.    Se invece il potere politico resterà nelle mani dei governi nazionali,  l’integrazione europea non avverrà  e con essa la speranza di un continente che si affranchi  da un lungo letargo intellettuale e strategico.

L’Europa é il più ricco , il più popoloso, il più avanzato dei mercati oggi esistenti. 500 milioni di abitanti.  Eppure agiamo in ordine sparso, divisi , mai uniti.  Subiamo il peso militare degli USA, economico industriale della Cina. EPPURE, ESSENDO NOI IL MAGGIOR MERCATO, POSSIAMO UNITI DETTARE LE CONDIZIONI AD ENTRAMBI I NOSTRI PARTNERS .  Invece subiamo i ricatti sul gas e petrolio dalla Russia, la volontà di esportare in Europa lo shale gas americano, la politica dei costi salariali della Turchia, della Cina, del Brasile ecc. Invece di formare ed incentivare la creazione di un esercito europeo , con alla base un complesso militare industriale europeo , compriamo aerei Lockeed, invece di  Eurofighter. Tra Francia , Italia e Germania abbiamo grandi tecnologie militari, ma siamo in competizione tra di noi. Dei poveri idioti si direbbe!

Con il processo di globalizzazione in atto l’Italia , così come gli altri paesi medi europei,  non è in grado di essere competitiva nel mondo. Figuriamoci le regioni, o macro-regioni. Spazzate via in due anni a costi altissimi con rischio di creare sacche di povertà permanenti. Se lasciamo prevalere gli egoismi nazionali , i provincialismi beoti, il nostro futuro comune e singolo diviene molto incerto.  L’idea di tre grandi politici europei,  Schumann, Adenauer e De Gasperi,  era quello di creare uno spazio di benessere  e di riconquistare un ruolo nel mondo.  Mi auguro che la zavorra d’ignoranza volutamente intrattenuta da guitti, buffoni e boyscout di ogni sorta possa affrancarsi e sappia intravedere i propri reali interessi.

Buona vita a tutti.

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TEMPI PATAGONICI


 

Tempi dilatati , per intenderci!  Dove la nozione stessa del tempo , assume una dimensione macro…. La grande differenza tra il viaggiare via terra  e via cielo……Ecco  che quando per cause naturali  ed inattese , come raffiche di vento a 100/120 km orari,  rendono inpossibile  atterraggi e decolli ci si affida alle normali vie di comunicazione terrestri. E qui allora ci confrontiamo con le tipiche peculiarità che caratterizzano i paesi ed i loro rispettivi popoli.  

Si entra  così, davvero,  nell’anima del viaggio che é fatta di curiosità, conoscenze, presunzioni, constatazioni , sorprese. ecc. ecc.                                 Ma con esse vengono alla luce anche le indissolubili debolezze e negatività….. Dove mi trovo adesso, é il frutto di quell’imponderabile elemento  dovuto al caso…. Sono qui, proprio sulla famosa Route 40.  Decantata dai maggiori scrittori e romanzieri latino -americani ;  Sepulveda , Neruda , ma anche da globetrotters naturalisti, come Chatwin….. La strada del Sud , dove sud sta per altro mondo, quella che dalla Patagonia conduce  alla Terra del Fuoco. Quest’ultima, anche per gli argentini stessi , rappresenta  ancor oggi  un sogno.   Un viaggio  nel viaggio che per molte ragioni viene rimandato a tempi migliori , perché resta un’isola, un’isola dorata per il livello di vita che supera di gran lunga quello della capitale.    Tra le tante peculiarità geofisiche e culturali , si distingue per essere un’isola . Una vera isola.

Isolata dal territorio continentale argentino . Raggiungibile solo attraversando una lingua di terra  in territorio cileno . 130 km di terra tipicamaente acerba e ventosa,   popolata a tratti da piccole greggi di pecore , o di lama . Per la stupidità inverosimile dei due governi argentino e cileno ,  in funzione di un vecchio trattato internazionale per racarsi in bus , come la maggior parte degli argentini che si recano in Terra del fuoco,  si devono passare 4 controlli  di polizia locale prima di giungere al confine .

Dopodiché i cugini cileni di fatto ti tengono sequestrato per oltre 2 ore sul bus  per un controllo di documenti che più idiota non si può.  Se ne deduce immediatamente  che la pesantezza  ed assurdità dei controlli burocratici colpisce  i ceti medio e medio-bassi,  poiché quelli usi a muoversi utilizzando la rete dei bus,  gli altri utilizzano l’aereo.  Tornando alle relazioni tra i due paesi é evidente l’ostruzionismo . I viaggiatori sono di fatto sequestrati.           I gentili controllori argentini con cortesia ritirano i passaporti che saranno da loro trattenuti durante tutto il viaggio di attraversamento del territorio cileno e saranno resi solo dopo essere rientrati in  Argentina .

Un viaggio che da El Calafate a Rio Grande potrebbe essere concluso in 6 ore diventa di 8/9 ore per l’assurda lentezza dei procedimenti. E poi , certo , interviene l’imponderabile , il fattore Meteo.

Infatti eccoci qui. Allo stretto di Magellano . Quello spazio di mare che ci é sempre risuonato nella memoria.  Quasi come quello di Gibilterra che separava il mondo vissuto dall’inconscio del passaggio  verso l’al di là.           In questo caso l’al di là  risulta bello  e suggestivo  con onde di oltre 4/5 metri.     Eh sì quel vento che tiene a terra gli aerei , impedisce anche ai traghetti, ai ferries  di salpare .  E come nei secoli, l’uomo si sottomette all’imponderabile.  Siamo tutti  a terra davanti ad un bellissimo faro . Centinaia di persone in attesa che il servizio riprenda.

Arrivati alle 13.30 , alle 21 siamo ancora qui .  Ma vedete il tempo in Patagonia essendo fattore imponderabile é vissuto in modo diverso, molto diverso.  Si subisce  con rassegnazione autentica, con accettazione senza recriminazioni, con la leggerezza e tolleranza dei contadini di una volta davanti alla pioggia.   Ma di una volta non sono le moltitudini umane  che si accalcano.  Eh si perché tra bus, pulmann, auto, camions, moto , campers,  i capannelli di donne davanti  ai due unici bagni presenti,  divengono lunghe meteore  multicolorate e multietniche ,nonché multilingue. I turisti si riconoscono dai loro diversi atteggiamenti ed abbigliamenti.  Si scambiano impressioni,  valutazioni, battute…. I bambini  ,e qui  sono numerosi, non si sentono, o quasi. Il loro numero  per famiglia é multiplo, non essendo figli unici restano tranquilli  e non impongono il loro bisogno di centralità affettiva al prossimo.

Educati, aggrappati alle loro madri , non danno in escandescenze, non una bizza.  Altro che l’italianità delle madri senza polso , accondiscendenti e mielose che allevano figli petulanti ed insopportabili.                                               Si formano così comunità diverse ed attigue che s’incontrano , vivono , pranzano , cenano, giocano, chiaccherano ,una accanto all’altra per ore.       Un viaggio nel viaggio , é davvero l’unico modo possibile di descrivere la socialità armonica di queste soste estemporanee.  Ecco tutto questo, come d’incanto,  s’interrompe all’arrivo della “barcassa” come gli argentini definiscono il ferry.  Tutto questo ammasso di individui, macchine. bus  riprende il proporio cammino .  

Ciò che colpisce è l’estrema arrendevolezza degli argentini nei confronti degli avvenimenti, dell’imprevisto…..Si vede , si nota in questo il tratto caratteriale , la radice italiana.  D’altronde  24 milioni di argentini sono di origine italiana su 46 . E si vedono , si toccano con mano le piaghe italiche. Individualismo, populismo, scarso senso dello Stato ed una borghesia rapace, classista, tronfia nella propria grettezza . Tutto questo lo si coglie meglio noi italiani.  Noi che il peronismo loro , lo chiamiamo nel 21°secolo berlusconismo, ma sempre di populismo becero si tratta.

In realtà tutto il Sud America soffre di quest’assenza  di etica e morale in politica. Un falso patriottismo dietro al quale  le circa 50 famiglie che gestiscono la ricchezza del paese esportano e nascondono il denaro ed i profitti all’estero. A proposito sapete chi é il secondo maggior latifondista argentino? Il gruppo Benetton. Con il denaro delle nostre autostrade ricevute in concessione. Fortune che , dopo le cicliche svalutazioni e crisi di regime, ricompaiono sempre alla fine di ogni tracollo economico per ricomprare a 3 quello che é stato fatto cadere da 10.  Così solo una minoranza , sempre la stessa , profitta di queste condizioni. E ciò vale in Argentina, oggi sul punto dell’ennesimo tracollo economico,  così come in Brasile. ……..

Borghesie nazionali,  così  definite in scienza della politica, che dietro la tradizione, la fede cattolica , nella forma , restano parassitarie nella sostanza , godendo di svalutazioni ogni decennio.                                                  Uno sfruttamento intensivo del capitale umano che resta peraltro in uno stato d’ignoranza perenne.  Ciò ricorda da vicino il nostro passato recente  ed in parte il presente.                                                                                                          Economie che contengono percentuali di economia sommersa oltre il 50%. Segni di un cancro strutturale del sistema che divora sé stesso  ed ogni decade, in stato terminale,  crolla sotto il peso insostenibile del debito e dell’inflazione .  Borghesie che producono in patria ed esportano i profitti in USA ponendoli al riparo. Ma il capitolo sull’economia é complicato, , composto da miriadi di elementi su cui si potrebbe disquisire all’infinito.  

Tornando invece  alla nostra avventura, l’attesa per il passaggio sullo stretto di Magellano si é allungata  a dismisura.  Così come la lunga teoria di veicoli che si intravede ormai , circa 4 km.  La Terra del Fuoco importa gran parte del fabbisogno di consumo dal continente. Gran parte delle derrate alimentari non sono trasportate via terra per evidenti  costi , dovuti alle enormi distanze, ma viaggiano via nave.  Il trasporto via terra in genere, vale per quei generi, come gli idrocarburi , che hanno una quota di valore aggiunto assai ampia che consenta  margini sufficienti.                                

Eccoci finalmente alle 23.30 . Essendo su pulmann di linea abbiamo la priorità in rapporto ai camion ed ai veicoli privati.  E’ giunta finalmente la nostra ora d’imbarco .

 

 

TEMPI PATAGONICI  - Parte  II

 

Sarebbe troppo facile e semplice perché giunti finalmente, dopo un’altra ora di viaggio ,   alla fine dei 138 km di territorio cileno,  eccoci nuovamente alla frontiera . Gli stewards a bordo del pulmann ci informano che i cileni chiudono il servizio alle ore 1  e che quindi si rischia di restare nella                   “no man’ s land”, in attesa del mattino seguente.                                                             Eh sì,  i cileni tanto per sabotare il turismo argentino e  soprattutto per rompere i coones ai poveri viandanti del ventunesimo secolo ce la mettono tutta.  L’autista del “collettivo” sul quale mi trovo ha dovuto faticare non poco convincerli a farci passare essendo noi giunti alle 0.45!!!!                           La frontiera argentina invece  resta aperta .                                                    

Ritorniamo finalmente in possesso dei nostri passaporti dopo il percorso in territorio cileno.  Mi sento libero.  La sensazione di viaggiare in un pulmann bombato e blindato non era per me delle migliori. Ti sequestrano a loro piacimento. Ti senti oggetto di un sopruso . Ma forse sono l’unico che prova questa sensazione…..

E via che si riparte alla volta di Rio Grande, capitale amministrativa della Terra del fuoco.  Arriviamo esausti alle 3 del mattino del 29/11/2013.          Con solerzia si sbarca dal bus  e via che si riparte cambiando per l’ennesima volta pulmann   alla volta di Ushuaia.  La bella Ushuaia,  dove mi attende  la nave per l ‘Antartide che non posso permettermi di perdere , ragion per la quale questo viaggio nel viaggio ha avuto origine.  

Se non si vola ….si rotola….  A Rio Grande ha nevicato durante l’intera giornata. Il freddo é pungente. Le strade innevate a tratti. Il bus procede nella notte, su e giù per le ultime pendici andine che, come una lunga colonna vertebrale ci accompagnano alla Fin del Mundo.                                      Molti di passeggeri argentini sono scesi a Rio Grande.                                 Continuano solo i turisti ed  i pochi emigranti che vanno a lavorare per l’estate australe a Ushuaia, dove le paghe sono le più alte dell’intera Argentina. Tutti dormono, o sonnecchiano , per quanto possibile , cullati dalle interminabili curve di questa Carretera che non sembra mai aver fine.  

Ore 6.30, siamo finalmente giunti a destinazione. L’orario di arrivo previsto erano le 19.30 della sera precedente. Ma a queste latitudini , il tempo é una variabile indipendente. Una variabile che richiede da parte di coloro che decidono di attraversare individualmente queste contrade una notevole dose di flessibilità ed adattamento culturale.  I più provati , certo , ne sono gli anglosassoni che si scontrano con un universo dove speranza , accettazione passività,  rappresentano le costanti.   Non é finita qui .                                    

Arrivare ad Ushuaia , cittadina fin del mundo alle 6.30 del mattino, rappresenta comunque un piccolo problema….. Il mio bel residence, le cui foto ho pubblicato  su FB, alle 6.30 é ancora chiuso. Eh sì perché nella mia vita da viaggiatore solitario , amo passare dalle stelle alle stalle e viceversa! Giusto per comprenderne ogni volta senso e piacere. Ed allora chiedo ad un tassista semi assonnato dove possa trovare un locale aperto…..                               Il conducente medita per un bel pò , mentre io mi preparo a restare come un pirla alla stazione dei bus.  D’un tratto si risveglia dal pensiero e mi lancia quasi come una sfida , al Casinò.

E casinò sia! Entro così con la mia tenuta trekking, il backpack ed il borsone  rotolante, accolto a destra e sinistra da due  guardaspalle  sorpresi dal mio arrivo.   Mi siedo al tavolo del bar ed ordino due cappuccini, due brioche , tutto doppio, giusto per giustificare la mia presenza in quel luogo.                    Di fronte a me una enorme distesa di slot machines.

Io che detesto il gioco, che trovo idiota ed ingiustificato l’uso di tali mezzi per ripulire le tasche dei meno abbienti, dei meno fortunati.  E nutro la stessa sensazione , provata ogni volta che per lavoro mi sono recato a Las Vegas, per conventions commerciali. Una pena nel vedere vecchiette  e solitari personaggi gettare incessantemente monetine in attesa di una vincita che non sarà mai abbastanza grande dal recuperare il denaro perduto.  Ed anche qui le uniche clienti a quest’ora di primo mattino  gelido, sono anziane signore  argentine e turiste  che,  malate di solitudine si avvinchiano  a questi gelidi marchingegni che certo non dispensano calore .

Sono le 8.45, la reception  del residence  risponde, ed io prendo possesso per le poche ore che mi dividono dall’imbarco sulla mia baleniera  del mio appartamento.  Dormire? Non se ne parla. Doccia megagalattica  , telefonate  per ribadire la mia sopravvivenza  e  alle 12 ? Si riparte , l’Antartide mi attende . La mia avventura ricomincia e così la scelta si é rilevata giusta. Anche stavolta siamo arrivati in tempo.

Buona vita a tutti.

 

 

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The European Barnum Circus tour has begun


E’ quantomeno incredibile l’afflato di conformismo a cui siamo mediaticamente sottoposti. Reduce da un programma serale, dove i maggiori direttori – cariatidi di questo paese si sono spellati mani e piedi per il diversamente abile, unica eccezione Luisella Costamagna, mi rendo conto di appartenere ad un’infima minoranza.

Ma si sa,  il fiorentino per eccellenza, Macchiavelli, ,  già sottolineava                l’ italica predisposizione a saltare sul carro del vincitore.                   Incredibile ascoltare i Soloni  Mentana e  Freccero, rilanciare gli 85 euro come cartina di tornasole per definire se il disabile potrà essere , o meno buffone!  E’chiaro ed evidente che tirano la volata al nostro.                                  La tirano ormai da un anno costruendogli intorno una credibilità  politica che non possiede.                                                                                                                       Ma sì certo gli 85 euro arriveranno.  Non sappiamo  ancora come, ma arriveranno. La domanda che proporrei é , si ritiene con questo che ciò potrà rilanciare l’economia?

Circa 9 milioni sono i disoccupati in questo paese. Pensate su 22.5 milioni di popolazione attiva (15/65 anni) Uno dei più bassi  livelli in percentuale sul totale popolazione in Europa,  dovuto alla demografia causa invecchiamento.   Cassintegrati, in mobilità, giovani che né lavorano, né studiano , oltre il 60% costituito  dal sesso femminile ed a  classi di età oltre i 50 anni.   Non esiste un piano economico, una politica industriale, un progetto sociale , una visione degna di questo nome. Una strategia di lento riassorbimento  di questo fenomeno sociale che stà dilaniando il paese rendendolo sempre più debole e diseguale.            

Si discute del sesso degli angeli. Un grande catalogo di misure , di interventi totalmente  disassati , non interdipendenti, che viene offerto sulla vetrina mediatica.  La capacità comunicativa sembra essere l’aspetto essenziale del personaggio di cui lodano le gesta.  Ma l’interrogativo di fondo  si pone sempre e comunque,  parafrasando Italo Calvino,   questo Cavaliere 2.0 é  reale , o virtuale ed inesistente.   Non avendo editori,  né padroni da ossequiare , quindi non dovendo sottoporre le mie, del tutto personali opinioni al condizionale istituzionale, tipico dell’informazione delle 7 famiglie che rendono la nostra stampa ossequiosa e falsamente divisa , ritengo che presto vedremo lo sgretolamento. E sarà doloroso.

Un’occasione per testare l’effetto dimostrativo  del diversamente statista é sul punto di realizzarsi .  Il famoso tour europeo,  nel quale, da una parte si vuole accreditare l’immagine di un paese conscio dei propri doveri, che non necessita di una badante tedesca,  e nel contempo un rappresentante di quello stesso paese che, con il cappello in mano, si reca a Parigi e Berlino volendo accreditare di sé un’immagine che ancora non possiede, presentando un libro dei sogni . Uscendo dal teatrino nazionale , dove i media lo coccolano e lo adulano , lo vedremo praticamente agire senza rete.  La sua scarsa conoscenza linguistica, oltre a quella del contesto internazionale sul quale si affaccia, renderà meno rampante il nostro Rastignac.  Anche la sua forza logorroica  subirà notevoli limiti.

Ma questo era prevedibile. Meno prevedibile l’accoglienza non al personaggio, ma alle idee e richieste che saranno poste sul tavolo.                     In tal caso la lettura della stampa estera , non nazionale , sarà dirimente.   La Francia di Hollande non é purtroppo nelle condizioni di poter mutare il corso degli eventi . Sia politicamente , che economicamente non potrà permettersi di divenire sponsor di quell’idilliaco progetto del sud europeo. Ne va dell’equilibrio politico interno, già di per sé molto labile con le elezioni municipali alle porte, del difficile rapporto che ormai da 2 anni mantiene con la Germania e dell’immagine piuttosto ammaccata che la crisi economica ha messo in evidenza.   Non parliamo poi del viaggio a Berlino.    

Sì certo la segreteria della  cancelliera ha volutamente lanciato dei segnali di buona accoglienza per il nostro.  Ma i tedeschi e l’apparato governativo di cui dispongono non sono consoni alla creatività e soprattutto non abituati alla velocità  , all’ipercinetismo che mostra il nostro rappresentante.                 L’altro problema sarà la discussione circa le tematiche che la prossima presidenza europea da parte italiana vorrà sottoporre  ai 28 membri.       Credo che il nostro rientrerà  a casa con un sacco piuttosto vuoto.                  Con promesse intimamente legate alla logica;  mostrare risultati , vedere cammello!  Ecco la ragione del titolo scelto.  

Non é sufficiente organizzare viaggi  nella logica di una “building image europea” per ottenere  i risultati sperati. Per quanto buona possa essere l’agenzia marketing di cui si dispone.  Mi ricorda molto una strategia applicata da un grande della moda italiana molti anni fa che, distrutto in patria , riuscì con una serie di eventi a N.Y. ,a cui partecipai, a rilanciare marchio e credibilità  facendosi  poi acquisire da una grande azienda industriale italiana. Complici in quel caso M.me Vanderbilt ed il Metropolitan Square Garden.

Ma nella moda il branding non é sottoposto alla ferrea logica dei risultati  , almeno nel breve termine. Ecco vedremo come questo governo di carneadi, sul piano internazionale, si presenterà e comporterà.  Un compito difficile, senza alcun dubbio.   Una responsabilità tenacemente voluta, nella quale Letta, non solo per statura culturale, ma anche per manifeste conoscenze personali  avrebbe avuto maggiori credenziali e capacità.   Ma tant’é…..             Questo sarà un test non indifferente per il diversamente statista e per la sua avventura futura.   E per l’Italia !   Partiamo con un sensibile handicap.              Non voglio fare il disfattista.  Ma le chances di buona riuscita a mio avviso restano piuttosto limitate.

Buona vita a tutti.

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LIVORE II° Atto


Se il post precedente era dedicato al contesto socio-politico generale questo é assolutamente incentrato sulla degenerazione dell’unico partito non padronale che ancora sussiteva in questo paese.  

Forse proprio in funzione dell’assenza dal blog,  oggi mi tolgo  tutti i sassi , piccoli e grandi che si sono accumulati in questi mesi di astinenza.          Coloro che mi seguono conoscono la mia totale idiosincrasia nei confronti di ciò che é divenuto il Partito Democratico. A partire dall’ascesa del diversamente statista e del suo aeropago formato da fiorentini e catapultato al vertice del governo nazionale senza avere la men che minima esperienza  di Istituzioni e del loro funzionamento. Ma ancor prima delle  seconde primarie, vinte a distanza di un anno,  grazie a finanziamenti inaccettabili per un partito democratico che vede nella propria base l’origine della propria capacità di governo,  ciò che lascia perplessi é la dicotomia netta tra territorio e vertice del partito. Tra territorio ed eletti, tra base e programmi.

Tra una segreteria ormai formata da nominati da oltre un decennio.                 Il porcellum ha di fatto reso il PD nella sua struttura interna simile agli altri. Quella differenza che esisteva,  oggi é svanita.  Lo é ancora più dopo  queste primarie bidone che vengono manipolate senza alcuna etica. Alla faccia degli elettori, da gruppi , tribù , faccendieri per conto terzi che rendono vomitevole l’universo del partito.  1.8 milioni di voti ottenuti da Renzi con circa due milioni di euro del Fondo Algebris di Davide  Serra .  Un’OPA in grande stile voluta e disegnata a tavolino .                          

Per meglio farvi comprendere ciò che intendo dire, vi racconto le baruffe chiozzotte , o se preferite le Comari di Windsor, che oggi invadono a tutti i livelli  il partito a livello territoriale.  Prenderò ad esempio le elezioni primarie del Comune di Modena.  Città partigiana, per molti anni  di profonda fede comunista, poi berlingueriana ed infine bersaniana. Nonostante il successo dei renziani in molte Regioni ed anche in E.R., sussistono roccaforti di spessore orientate a sinistra che oggi subiscono le contraddizioni del loro stesso partito. Ebbene ecco a voi uno spaccato di queste famose elezioni primarie, vissute nell’ambito del seggio N°2,  quello dove si concentrava la grande quantità di extracomunitari che si sono recati alle urne.  

Ore 9 del mattino .  Fuori dal seggio decine di uomini e donne di colore  in attesa di entrare  per esprimere il loro voto e le loro preferenze.      Un gran vociare di Kapò che stanno indicando il nome del candidato da votare. Molti di questi già forniti di una moneta di due euro.  Dall’altro dei pulmini che conducono al seggio delle famiglie intere di filippini , notoriamente cattolici , che vengono scaricati dall’altra candidata, ciellina di ferro, notoriamente  legata alla Curia modenese , che conta seggi nei C.d.A di BPER e Banco di S.Gimignano e S. Prospero, riceve mediamente lasciti per circa 2.5/3 milioni di euro all’anno, possiede immobili per un totale di 6.000 appartamenti e non perde occasione per indicare le proprie preferenze politiche supportandole con altrettanta sicumera.

Quindi all’interno di quello che fu un partito di morale operaia,  si scontrano oggi ben altri interessi. Interessi di bottega.  E pensare che questi due candidati sono entrambi assessori. Due politici. Ovvero gente che della politica ha fatto il proprio mestiere grazie ad un partito che ormai ha lasciato fuori da sé ogni speranza di cambiamento e si é adattato senza troppi  sconquassi alla situazione contingente. La persona extracomunitaria bianca che andava a votare in quel seggio veniva accolta con grande stupore. Quando poi, di fronte ai tre “operatori elettorali”, posti a garanzia di questo seggio, la suddetta elettrice ha mostrato il suo passaporto americano l’incredulità si é rafforzata.   Ma come, c’é anche qualche mosca bianca che non ha percepito i due euro canonici per votare , che di sua sponte viene a dare il suo voto!  Non é quindi un caso che poi , di fronte a tali e tante situazioni ridicole e fuorvianti,  siano poi scaturite baruffe sull’esito delle primarie.

Ridicole per le manipolazioni di cui sono state oggetto da entrambe le parti. Ma non sorprende , questo é il PD di Renzi.  Questo é il PD del cavaliere inesistente.   Questo é il PD che io vedo morto. La quota parte di modenesi che si astengono dal voto é in continua ascesa.   Se questo avviene in un territorio che ha fatto per anni la staffetta ideologizzata , di partecipazione  assoluta, con indici da 87/90 % ed oggi a malapena raggiunge il 51/52%.          E’ evidente lo scollamento tra elettori  e partito,tra iscritti e partito .           Tra bacino potenziale e truppe cammellate.                                                             Ecco questo é oggi il partito che dovrebbe rappresentare la sinistra italiana. Questo il partito degli eunuchi al governo . Questi sono i suoi esponenti territoriali.  Questa la morale .  

Buona vita a tutti.

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LIVORE


Sì, proprio questo é il mio stato d’animo a fronte di una situazione che considero grottesca.  Come afferma il dizionario  Battaglia  ; rancore, ,astio, avversione, malanimo profondo ed irriducibile nei confronti di un Paese sempre ed incommensurabilmente uguale a se stesso E’ da tempo che non scrivevo sul blog. Quasi interdetto da quest’aurea di speranza che avvolge ,dalla stampa ai media,  questo governo , voluto, supportato e deciso da quei poteri forti che poco hanno a che fare con il politichese di cui sono colmi i media. Trovo che il decadimento culturale  sia giunto a livelli imbarazzanti, non solo per la pochezza intellettuale di questi 16 ministri di cui si distinguono 4 maturi.  

Nel senso di semplici diplomati , senza nè arte , né parte. Se avessero 60 anni ciò sarebbe comprensibile, tenuto  conto delle condizioni dell’Italia di allora. No, si tratta di poco più di trentenni . Gente che non ha alcun titolo reale , o specifico per assumere tali funzioni , né d’altronde ha avuto modo di acquisire alcuna esperienza specifica in materia. Figli /figlie di papà.         Una ministra alla Pubblica Istruzione , settore sul quale sembra si voglia investire che ha una maturità striminzita e che non si é mai occupata della materia.   Per non parlare del conflitto d’interessi .

Ma come si può in un paese che appartiene al G7 , nominare ministro dell’industria la figlia di un industriale “estero vestito” come Guidi (Ducati) che dopo pacchetti di maggioranza in Lussemburgo, ha venduto l’azienda al Gruppo VW.  Come si può nominare al Lavoro un presidente delle Coop nazionali che di politiche del lavoro ne capisce quanto un droghiere di nucleare.   Si ha l’impressione,  e non solo quella , che queste nomine abbiano come rovescio della medaglia il significato di una tela di salvaguardia dalle reazioni delle rispettive sponde, confindustria e sindacati.  

L’unico pivot di quest’accozzaglia di ministri resta Padoan che da solo dovrebbe  tenere unita questa massa di Carneadi di cui la componente femminile é stata volutamente investita di responsabilità. Peccato che queste amazzoni non abbiano alcuna caratura corrispondente , se non quella di appartenere all’aeropago del capo , del boyscout fiorentino , del diversamente statista. Ed alcune di esse condividano con lui non solo le responsabilità , ma anche altro ….., vedasi la Boschi!

No, quest’innamoramento indotto del popolo , per media interposti, non mi va proprio giù.  Per non parlare della legge elettorale  che non si discosta minimamente dal porcellum precedente. Una legge che uccide il principio di scelta da parte dell’elettore,ne consegna la selezione alle segreterie, riduce il numero dei candidati e con il collegio nazionale toglie ogni e qualsiasi legame tra territorio ed eletti.  Tutto il contrario di ciò che occorrerebbe per ridare alla politica quella responsabilità e legame perduto tra elettori ed eletti che passa attraverso collegi uninominali. Tutto il contrario del doppio turno dove programmi e progetti si dicutono prima del secondo turno, evitando il mercato delle vacche. Si vuole togliere all’elettorato ogni capacità di determinare il benché minimo risultato proprio.                

In termini di scienza della politica la cooptazione in atto da oltre un ventennio ci relega in quei sistemi che vengono definiti “tecno-democratici” . Una tecnocrazia dove, per ignoranza del popolo, un’ autoproclamatasi élite di affaristi e corrotti assume il governo del paese con l’aiuto di una borghesia parassitaria che, grazie ad oligopoli ed eredità mai tassate, ricevuti nel tempo , senza alcuna asta , o selezione,  é in grado di controllare il 95% dei media (7  gruppi di famiglie) che producono informazione virtuale , o peggio menzognera che difendono a spada tratta i privilegi e le rendite acquisite.  Cefis, , lo stesso Scalfari,  la definirono “razza padrona”.

E siamo ancora lì. Il vuoto politico e sociale ha prodotto pletore di dirigenti per cooptazione a tutti i livelli. Oltre un milione e mezzo d’incompetenti oggi vive in Italia di politica,  del niente. L’allevamento dei polli in batteria  non produce alcun rinnovamento, poiché é la genesi primaria che é putrida. Certamente non produce dignità , né etica , tanto meno morale!                           Una selezione alla rovescia che attrae sempre più affaristi .                                    

E qui veniamo alle responsabilità.   Sono tra coloro che hanno vissuto il ’68. Coloro che hanno amato la politica.  Quella politica  che usa guardare avanti, che possiede una visione,  che di fatto  diviene strategia.                               Quella politica che  utilizza i dati per ciò che indicano e non li interpreta arbitrariamente.  Che conosce approfonditamente  fattori e dati demografici,settoriali , economici, territoriali e le interazioni sinergiche tra di essi  . Che ha avuto modo di conoscere  il mondo e sa perfettamente che senza partecipazione attiva  non esiste democratica progettualità.            

Ecco, la gravità dell’errore compiuto,  la mia generazione dopo lo scontro socio-politico  ed aver assestato qualche buon colpo nell’evoluzione democratica del paese,  si é allontanata dalla politica.   Una sorta di exodus. Di abbandono, definiamolo borghese!  Molti sono divenuti professionisti nei campi più disparati, altri hanno fatto carriera nell’industria  in Italia , o all’estero, ma tutti hanno pensato bene di lasciare ai mestatori campo libero. Che le conquiste avrebbero avuto una loro continuazione. Che altri si sarebbero fatti carico dello stimolo che in a società profondamente classista, conservatrice, cattolica, é essenziale per  la modernizzazione.                          

Ma questi ultimi hanno ripreso a fare ciò che sanno far meglio, fottere  il prossimo. L’evoluzione dei media. dei social network ha notevolmente contribuito a questa presa di potere degli incapaci, dei presunti industrialotti di provincia che con gli aiuti a pioggia hanno creduto di fondare imperi. Degli industriali ,pochi ,quei 3000 che hanno aziende oltre i 300 dipendenti, che hanno creduto che lo Stato potesse metterli al riparo per sempre dalla conconcorrenza, dalla competizione. E che poi hanno incassato i profitti e socializzato le perdite, se non scappando all’estero.                         Dei politici che, prima dispensatori di benefici  e sovvenzioni,  sono diventati semplici e poveri portaborse di un sistema ridotto allo scambio di favori perenni.  

Ecco siamo giunti all’archetipo al quale quest’accozzaglia s’ispirava.  Viviamo una transizione indotta, inoculata dall’alto, dove il giovanilismo, la velocità , la logorrea, la teatralizzazione mediatica hanno il potere ipnotico di rendere reale, ciò che reale non é.  Contraddizioni in termini si susseguono quotidianamente .  Si giuoca al nazional-populismo farneticando che l’Europa non ha da insegnarci alcunché e che non abbiamo lezioni da prendere…..Nel contempo, caso unico in Europa,  un P.d.C , diversamente abile , si recherà il 24/3 a Berlino per  presentare ad Angela  Merkel , primo ministro tedesco, il “famoso piano italiano sulle riforme ed il Piano del Lavoro”  (job act ,per gli imbecilli che non conoscono l’inglese , ma fanno finta di……)

Ridicolo, servile , stupido.  Solo questi aggettivi possono rendere giustizia ad una tale presa di posizione. Ma questo m’induce a considerare in una prospettiva a lungo termine che se la mia generazione ha fallito nell’abbandonare a questi cialtroni il potere di governare, anche quella attuale , allevata in batteria ha le stigmati dei padri.                                   Affaristi, manipolatori, buffoni né più , né meno di ciò che vediamo all’opera ogni giorno. Berlusconi, Grillo, Renzi,Salvini,Alfano, ecc. ecc. sono il prodotto di quanto abbiamo lasciato loro fare.                                                       L’unica speranza , a mio modesto avviso é la generazione presente.          Quella che é stata tenuta in ostaggio , che non ha  mimimamente usufruito delle opportunità di cui noi tutti abbiamo goduto.                                                  Quella generazione che pena a trovare  un lavoro, alla quale abbiamo confiscato il futuro.  Che nonostante gli studi e le sofferenze resiste e si batte per migliorare il proprio status nel silenzio quasi assoluto dell’intera società che ancora oggi si riferisce agli occupati . Non a quella  enorme mole di circa 9 milioni di cittadini che un lavoro non hanno e forse tarderanno ancora anni ad avere.   Ecco la mia speranza risiede in questa generazione che forse  riuscirà finalmente a cambiare e  rendere questa società più solidale e distributivamente più uguale. Che riapra il confronto e sappia immaginare e progettualizzare un’altro futuro per un paese in via d’estinzione.                        Ai trentenni di oggi che vivono sulla loro pelle i disastri compiuti da oltre due generazioni  .

Buona vita a tutti.  

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I MACELLAI DELLE COSCIENZE (Gad Lerner)


I MACELLAI DELLE COSCIENZE (Gad Lerner).  Credo ch in una ricorrenza come questa odierna sia doveroso per ogni persona umana e civile  farsi carico di ciò che stato. Lo scritto di Gad Lerner riconduce all’essenziale ed é per questa ragione che l’ho condiviso .

 

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